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Sarete avvolti da odori, colori e suoni della natura unici e sentirete l’adrenalina quando andrete alla ricerca dei famosi “Big 5” in un safari fotografico. Conoscerete, inoltre, la storia di antiche tribù locali in un viaggio nel tempo che inizia dalla Preistoria. Vi darò consigli su come prepararvi a questa avventura e vi presenterò varie opzioni di safari ed alloggio. Preparatevi a scoprire il Kruger Park attraverso la mia esperienza e lasciatevi ispirare per il vostro prossimo viaggio.

Dove si trova il Kruger Park?

Il Kruger National Park è il parco nazionale più grande del Sudafrica, con un’estensione di circa 20.000 Km quadrati, ovvero all’ incirca la superficie della Slovenia. Fa parte del Parco transfrontaliero del Gran Limpopo, un’area protetta che si estende su tre paesi: il Sudafrica, il Mozambico e lo Zimbabwe. Il Kruger National Park ospita più di 750 specie animali e quasi 2000 specie di piante, che lo rendono un tesoro naturale di rara bellezza.

Qual’ è la storia del Kruger National Park?

Il Kruger National Park è stato istituito nel 1898 dal presidente della Repubblica Sudafricana Paul Kruger per proteggere la fauna selvatica della regione dagli Europei che arrivavano per cercare l’oro e cacciare animali per il commercio di avorio e pelli.
Il primo esploratore a giungere nella regione fu l’olandese François de Cuiper, alla guida di una spedizione della Compagnia delle Indie Orientali. La spedizione fu respinta dalle tribù locali, ma intorno al 1838 i Voortrekker, coloni boeri in fuga dal dominio britannico, stabilirono con successo avamposti nella regione. Con il loro arrivo, gli indigeni persero il controllo delle loro terre e risorse e furono ridotti in schiavitù.
Dopo la fine del dominio britannico la regione come il resto del Sudafrica fu colpita dall’ apartheid che portò alla rimozione forzata delle popolazioni indigene dalla regione.
Oggi il Kruger National Park è una riserva naturale e gli unici residenti permanenti sono i ranger, i dipendenti del parco e le loro famiglie.

Come arrivare al Kruger National Park?

Nei pressi del Kruger si trovano vari aeroporti che offrono voli domestici da e per le principali città del Sudafrica, come Johannesburg, Città del Capo e Durban. Questi aeroporti sono:

  • L’aeroporto di Hoedspruit Eastgate, situato a circa 65 km a est del parco
  • L’aeroporto di Phalaborwa, situato a circa 3 km a ovest del parco
  • L’aeroporto internazionale Kruger Mpumalanga, situato a circa 40 km a ovest del parco.
  • L’aeroporto di Skukuza, situato a circa 5 km a sud-ovest del parco è il punto d’accesso per Sabi Sands e le riserve private che confinano con il Kruger Park.

Esistono anche piste per gli ospiti dei lodge delle riserve private che arrivano con voli charter privati. Tali voli sono prenotabili al momento della prenotazione del lodge.
Per raggiungere il Kruger ho optato, invece, per un viaggio in auto da Johannesburg. Sono circa 450 Km. Dopo circa due ore di viaggio, durante una sosta carburante ad Alzu Petroport, ho avuto una bella sorpresa: un’anteprima di alcuni degli animali che avrei visto nel Kruger. Il “fotografo” di passaggio, come vedete, poteva fare meglio, ma…lo perdoniamo

Qual è il periodo migliore per visitare il Kruger National Park?

Potete visitare il Kruger National Park tutto l’anno, ma il clima subtropicale, caratterizzato da estati calde ed umide (40°C / 104°F) ed inverni miti e secchi (17-22°C / 60-70°F), può influire sulla scelta del periodo di visita.
Il periodo migliore per osservare la fauna nel parco è la stagione secca invernale da giugno a ottobre, quando l’erba è bassa e gli arbusti poco frondosi.
Nel periodo estivo, avrete modo di apprezzare la vegetazione lussureggiante e numerose specie di uccelli, ma sarà un po’ più difficile avvistare gli altri animali. Tuttavia, con un po’ di fortuna, tra la fine di novembre ed inizi di dicembre potrete riuscire ad avvistare perfino qualche cucciolo.

Cosa mettere in valigia?

Andare in safari è un’esperienza emozionante ma anche impegnativa, soprattutto quando si tratta di preparare il bagaglio. In primo luogo, è importante vestirsi in modo adeguato portando abbigliamento a strati per adattarsi ai cambiamenti di temperatura.
Se andate in Sud Africa durante l’inverno africano portate indumenti pesanti e un cappello caldo per proteggervi dal freddo. Se andate durante l’estate africana, mettete in valigia indumenti traspiranti ed uno strato esterno impermeabile. In ogni caso, portate scarponi da trekking, pantaloni lunghi e camicie a maniche lunghe per proteggere la pelle dalle punture di insetti.
Consiglio per i safari di indossare colori neutri e naturali, come il beige, il marrone o il verde oliva, per mimetizzarvi meglio con l’ambiente circostante, non disturbare gli animali e osservargli meglio.
È fondamentale portare il repellente per le zanzare in estate. Discutete con il vostro medico anche la possibilità di effettuare la profilassi antimalarica. Io non l’ho fatta, ma considerate che sono andata in inverno e ho indossato sempre indumenti a maniche lunghe. E comunque ho usato il repellente per precauzione. In estate portate la protezione solare dato che il sole può essere molto forte.
Una macchina fotografica o un ottimo smartphone sono un must per catturare tutti i momenti indimenticabili del safari. Se utilizzate il cellulare vi consiglio di portare un powerbank perché probabilmente scatterete centinaia di foto al giorno e le batterie dureranno meno del solito.

Dove alloggiare per visitare il Kruger National Park?

La Greater Kruger Conservation Area comprende il Kruger National Park e alcune riserve private limitrofe. Queste riserve non sono separate dal Kruger National Park da nessuna recinzione, consentendo la libera circolazione degli animali.
Sono disponibili sia opzioni di alloggio gestite direttamente dal Kruger National Park, sia alloggi in riserve private adiacenti. Gli alloggi gestiti dal parco offrono vari livelli di standard, che comprendono campeggi, bungalow, guest house e chalet. Potete consultare il sito dei parchi nazionali del Sud Africa per maggiori informazioni sulle caratteristiche di ciascun tipo di alloggio.
I lodge nelle riserve private, invece, offrono una esperienza più esclusiva non solo in termini di alloggio ma anche di organizzazione di attività ed attrazioni. Ovviamente, il costo del soggiorno è molto più elevato.
Per assistenza con le prenotazioni potete rivolgervi a tour operator specializzati. Se preferite, invece, prenotare il vostro alloggio senza intermediazioni, sul sito dei parchi nazionali del Sud Africa troverete una lista esaustiva di lodge di lusso e sistemazioni più economiche.

Il mio soggiorno al Lion Sands Tinga Lodge

Ho scelto di soggiornare in un lodge all’interno di una riserva privata principalmente per avere maggiore intimità e privacy. Lo scopo della mia vacanza era staccare la spina e ritrovare il mio equilibrio interiore dopo un periodo molto stressante. Cercavo un luogo dove potessi farmi coccolare dalla bellezza della natura, in silenzio totale, lontana per qualche giorno da tutto e da tutti, senza orari e senza obblighi di socializzazione. Ho scelto di soggiornare alla riserva di Lion Sands, che fa parte del Sabi Sands.
Desidero precisare che questa recensione dell’hotel non è sponsorizzata. Ho scritto questa descrizione basandomi sulla mia esperienza personale al fine di fornire informazioni utili ai lettori.
Soggiornare al Lion Sands Tinga Lodge mi ha permesso di connettermi con la natura selvaggia ed intatta in modo profondo e unico nel suo genere. Non mi capita tutti i giorni di vedere scimmie che passeggiano in veranda, mi rubano la colazione non appena mi distraggo, e con la loro impertinenza mi fanno scoppiare a ridere, regalandomi un momento di gioia inaspettata. E non mi capita nemmeno tutti i giorni di aprire la porta per uscire, trovarmi di fronte un tenero cucciolo di antilope che forse si è perso e chiedermi se il suo papà, con il suo bel paio di corna (in senso letterale), stia per arrivare a proteggerlo.

Le serate trascorse in veranda avvolta nel plaid, a contemplare i tramonti dai colori rosa e arancio, saranno un ricordo indelebile nella mia memoria. In quei momenti, sentivo la brezza fresca del vento sul viso e respiravo l’odore della terra, delle piante e degli animali circostanti. Semplicemente restare lì, senza fare nulla o magari a leggere un libro, mi ha fatto sentire in pace con me stessa e con il mondo circostante. Ogni tanto, mi chiedevo se qualche ospite dal mondo animale sarebbe spuntato dai cespugli, risvegliandomi dal mio sogno ad occhi aperti. Questi momenti di contemplazione e di assoluta tranquillità sono stati fra i più preziosi della mia vacanza, donandomi un senso di pace e di meraviglia.
Se state pensando che mi sia limitata a oziare in veranda tutto il tempo lontana dal genere umano, vi sbagliate di grosso. Anche l’elefante più pigro, ogni tanto si sposta. Ho partecipato a numerose attività emozionanti. Curiosi? Continuate a leggere e le scoprirete.

I miei safari nella riserva di Lion Sands

Il termine “safari” in lingua swahili significa “viaggio”, ed infatti il safari è un viaggio non solo di esplorazione della savana, ma anche emozionale.
Ho partecipato a due safari fotografici nella riserva di Lion Sands, uno diurno ed uno serale nella stessa giornata. Eravamo cinque persone al safari, io ed una simpatica famiglia di Miami, accompagnati dal nostro fantastico ranger, Joe. La partenza è stata all’alba, a bordo di una jeep scoperta. Non ho avuto freddo perché oltre ad indossare indumenti invernali, avevamo in dotazione un plaid e a disposizione bibite calde per riscaldarci. E comunque, appena spuntato il sole a mo’ di sfera di fuoco dall’orizzonte, si stava molto meglio.
Sono partita con curiosità, entusiasmo fanciullesco e l’ambizione di riuscire a fotografare tutti i Big 5: leone, elefante, bufalo, leopardo e rinoceronte. Come tutti i Big che si rispettino, si sono fatti desiderare un po’. Pertanto, ho iniziato con qualche scatto fotografico di riscaldamento a vari uccelli, babbuini, impala e nyala, tutte specie presenti in abbondanza nella riserva.

Vi assicuro che l’entusiasmo è stato tanto quando ho visto questi animali per la prima volta, ma dopo un’oretta desideravo impazientemente vedere un big. E sono stata accontentata, perché in una mattinata li ho visti tutti, tranne il leone. È stato bello non solo l’incontro con questi animali, ma anche l’attesa dell’incontro. Il nostro ranger Joe ha seguito le tracce e i segni lasciati degli animali, spiegandocene il significato di volta in volta. Vi assicuro che l’adrenalina sale ad ogni traccia e raggiunge il suo clou quando ci si ritrova un animale davanti.

Ci sono stati dei momenti particolarmente emozionanti durante il safari. Uno di questi è stato sicuramente l’incontro con una giraffa. Non so perché, ma le giraffe mi sono sempre piaciute tanto. Con mia grande sorpresa, ho scoperto che non sono comunque innocue. Joe ci ha raccontato che poche settimane prima un suo collega ranger aveva perso la vita dopo aver ricevuto una testata da una giraffa.

Altri finti teneroni sono gli ippopotami. Quando li abbiamo incontrati, stavano facendo il bagno nel fiume e si vedevano solo i loro occhietti e le orecchie spuntare fuori dall’acqua. Siamo scesi, per osservarli un po’ più da vicino, in silenzio, pronti a tornare di fretta verso la jeep se fosse stato necessario. Che ansia, ma piacevole!

Un altro bel incontro è stato con un elefante. Evidentemente ci trovavamo in una zona molto frequentata da elefanti, perché Joe ci ha fatto notare vari escrementi giganteschi secchi. Con mia grande sorpresa, Joe ne prende un pezzetto, gli dà fuoco con un fiammifero e ce lo fa annusare: Profumava!! Quella zona era ricca di vegetazione aromatica di cui si nutrivano gli elefanti, e pertanto ciò che solitamente è maleodorante, lì aveva un odore gradevole.

Lasciato l’elefante al suo pasto, andiamo verso un’area frequentata da leopardi. Joe ferma a un certo punto la jeep nei pressi di uno spiazzo delimitato da alberi enormi e ci dice, “Eccola qui!.” Ci guardiamo intorno e non vediamo nulla e Joe ci dice divertito: “Guardate su!”. A tre metri di altezza, beatamente addormentata sul ramo di un albero gigantesco, vediamo un leopardo femmina. Stupenda è dir poco.

Sentendosi osservata, ad un certo punto si è svegliata, ma è rimasta tranquilla sull’albero. Joe ci ha detto di restare seduti in jeep e di non alzarci in piedi per nessun motivo. Siamo rimasti lì per lunghi bellissimi minuti, lei a guardare noi e noi a guardare lei. Poi il leopardo ha continuato a fare il suo sonnellino e noi siamo ritornati al lodge.

Dopo qualche ora di riposo, trascorse a riguardare le centinaia di foto scattate, nel tardo pomeriggio siamo ripartiti per un safari serale. Questa volta c’erano due passeggeri in più. Poco dopo la partenza, ahimè, mi sono accorta di aver dimenticato il power bank, ma ormai era troppo tardi. Quando il telefono si è spento mi son detta di godermi il safari e non pensare alle foto perché comunque avevo fotografato già tanti animali splendidi. Sono state le ultime parole famose. Di lì a poco, al tramonto, vediamo un bellissimo leone con una grande criniera venirci incontro. Lo avevamo inseguito per tutto il giorno e alla fine lui ha trovato noi. Ovviamente ha deciso lui come e quando incontrarci, del resto è lui il Re. Che dire? Incuteva soggezione. E anche se non ho, purtroppo, foto di quel momento da condividere con voi, vi assicuro che ne ho una gigante che mi porto ancora impressa nel cuore.
Al calar del buio, il safari ha acquistato tutto un altro carattere. Si intravedevano solo sagome, e si sentivano fruscii. Senza un ranger esperto sarebbe stato molto difficile riuscire a scorgere gli animali. Quando le nubi sono andate via e lasciato spazio alla luna, abbiamo visto delle zebre ed una iena dagli occhi luccicanti, come lo erano le stelle che facevano da splendida cornice. Joe, puntando un raggio laser speciale alle stelle, ci ha spiegato le costellazioni. Di ritorno al lodge, ero felice ma davvero stanca, così stanca che quella sera le scimmiette mie compagne di serate non mi hanno vista in veranda.

Safari autogestito nel Kruger National park o safari guidato nelle riserve private?

Il mio safari si è svolto all’interno della riserva privata di Lion Sands. Se siete tipi avventurosi, potete tranquillamente fare un safari nel Kruger Park, senza un ranger. Tuttavia, sono due esperienze molto diverse. Qual’ è la migliore? Dipende! Ci sono vantaggi e svantaggi in entrambe le opzioni. Vediamo quali.

Vantaggi di un safari autogestito nel Kruger Park

Prezzo più basso: Dovete pagare solo l’ingresso al Kruger National Park.
Maggiore libertà: Potete guidare la vostra auto ed esplorare il parco a vostro piacimento, purché rimaniate sulle strade consentite.
Orari flessibili: Non siete vincolati ad un programma e potete rimanere nel parco quanto desiriate, rispettando gli orari di apertura e chiusura dei gate.
Territorio di esplorazione più esteso: La possibilità di circolare in un ambiente più vasto di una riserva, potrebbe consentirvi di avvistare un maggior numero di animali e di ammirare paesaggi diversi.
Bambini al seguito: Potete portare con voi bambini anche di età inferiore ai 6 anni.

Svantaggi di un safari autogestito nel Kruger Park

Sovraffollamento: Il Kruger Park è una meta turistica molto popolare; quindi, ci possono essere molte auto in circolazione, influendo sulla qualità dell’esperienza del safari.
Regole da rispettare: Tali regole includono il divieto di scendere dall’auto al di fuori delle zone segnalate, l’obbligo di viaggiare con i finestrini chiusi e il rispetto dei limiti di velocità.
Tempi di percorrenza lunghi: Il rovescio della medaglia di un territorio esteso è che potreste girare per ore senza riuscire a vedere tutti i Big 5. Tuttavia, i campi base (rest camps) dispongono di solito di bacheche dove vengono segnalati gli avvistamenti. Quindi, non disperate! Inoltre, le probabilità di avvistamento sono maggiori la mattina presto e al tramonto e nei pressi di fonti d’acqua che troverete indicati sulla mappa del Kruger Park.
Maggiore impatto ambientale dal momento che non condividete il vostro veicolo con altri visitatori.

Vantaggi di un safari nelle riserve private

Esperienza più esclusiva dal momento che le riserve private sono meno affollate.
Presenza di guida professionale: Sarete accompagnati da rangers o trackers (“scorgi-orme”) che conoscono a fondo la riserva e le zone con la maggior probabilità di avvistamento; sanno inoltre riconoscere tracce e segni lasciati da animali di passaggio ed interpretare il loro comportamento.
Percorso su strade private: non incontrerete altre jeep, avrete anche la possibilità di esplorare zone “off-road” e di fare brevi passeggiate a piedi in zone sicure.
Veicoli aperti: viaggerete su veicoli aperti che porteranno i suoni e gli odori della savana molto più vicino a voi e vi consentiranno incontri ravvicinati con gli animali.

Svantaggi di un safari nelle riserve private

Prezzo più elevato rispetto al safari autogestito nel Kruger Park.
Territorio meno esteso: L’estensione minore della riserva potrebbe ridurre il numero degli animali avvistati ma starà all’abilità dei ranger portarvi nelle zone migliori di avvistamento.
Orari prestabiliti da rispettare: Di solito i lodge all’ interno delle riserve private offrono due safari al giorno di tre ore ciascuno, uno al mattino e uno nel pomeriggio fin oltre il tramonto.
Bambini piccoli non ammessi: Non sono di solito ammessi al safari bambini di età inferiore ai 6 anni. Tuttavia, esistono lodge per famiglie che non applicano tali restrizioni e hanno soluzioni per far partecipare anche i più piccini.

Quali altre attività svolgere al Kruger National Park?

Il Kruger National Park offre una vasta gamma di attività per gli amanti dello sport, come mountain biking, passeggiate guidate, trekking lungo sentieri selvaggi, birdwatching, percorsi di più giorni con zaino in spalla, percorsi in 4×4 che vengono organizzati dai rest camps. Per gli appassionati di golf c’è un bel campo da gioco a Skukouza.
Non mancano possibilità di grigliate all’aperto, ovvero “bush braais” che si svolgono in un’area aperta illuminata da lanterne e fuochi. Mentre ascoltate i suoni della savana, il cibo viene grigliato sul fuoco.
Altre possibilità di ristoro sono le aree picnic o uno dei tanti ristoranti dove potete provare piatti della cucina locale, una miscela unica di influenze africane, europee e asiatiche. Ovviamente ci sono ottimi ristoranti anche all’interno dei lodge. Piatti tipici includono “boerewors” (un tipo di salsiccia), “chakalaka” (un contorno a base di verdure), “braaivlei” (carne alla griglia), “morogo” (spinaci selvatici), “potjiekos” (stufato di carne e verdure cotti in pentole di ferro) e “pap” (polenta di mais). In Sud Africa si producono ottimi vini che dovete assaggiare. Vitigni apprezzati del territorio includono pinotage, chenin blanc, cabernet sauvignon, shiraz, chardonnay.
Per chi volesse portarsi a casa un pezzetto di Sud Africa, non mancano possibilità di acquisto di artigianato locale, come sculture in legno, ceramiche, tessuti, cesti intrecciati e gioielli, presso i rest camps o mercati come quelli di Skukouza, Letaba, Mopani, Masorini. A me piace molto l’oggettistica di un gruppo etnico che sia chiama Ndebele. Riconoscete i loro oggetti facilmente per le loro perline colorate.

Gli amanti della storia possono visitare i siti archeologici preistorici di Masorini e Thulamela e immergersi nella cultura e nella vita quotidiana delle antiche civiltà che li hanno abitati dai tempi dell’Età del Ferro.

Cosa vedere vicino al Kruger National Park?

A seconda della zona del Kruger National park in cui vi trovate potreste visitare altre bellezze naturali, situate nella provincia di Mpumalanga, come il Blyde River Canyon, un punto panoramico chiamato God’s Window, una cascata conosciuta come Mac Mac Falls e le grotte sotterranee chiamate Sudwala Caves. Sono riuscita a visitare questi luoghi con escursioni giornaliere perché distano tutti circa due ore da Lion Sands. Vi assicuro che ne è valsa assolutamente la pena, perché sono destinazioni incredibilmente belle.

Pronti a partire per il Kruger National Park?

Delle tantissime mete visitate finora, il Sud Africa è stato per me quella più bella. Il Kruger National Park è un luogo che vi catturerà dal primo istante, dato che ogni angolo nasconde una meraviglia della natura. Vi ho presentato le varie opzioni di safari ed alloggio, e varie attività da svolgere. Non importa quale scegliate, vi assicuro che sarà un’esperienza indimenticabile.