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Preparati a vivere esperienze indimenticabili nei dintorni di Cape Town! Attraversa la panoramica Chapman Peak’s Drive per raggiungere il leggendario Capo di Buona Speranza, dove potrai sentire la forza del vento e dell’oceano ed incontrare adorabili pinguini africani e struzzi curiosi. Esplora la Whale Route ed avvista balene maestose. Goditi un picnic o un pranzo gourmet tra i vasti vigneti di Stellenbosch, Paarl e Franschhoek, mentre gusti vini eccellenti. Vivrai emozioni uniche!

In questo articolo vi propongo tre escursioni per scoprire i dintorni di Cape Town. Rimando al mio articolo Alla Scoperta di Cape Town tra cultura, natura ed enogastronomia per alcuni consigli su quando visitare il Sudafrica e come spostarvi a Cape Town e dintorni. Nello stesso articolo leggerete i miei errori di programmazione, tra cui la scelta della guida. A tal proposito, mentre a Cape Town ho limitato il tempo trascorso con la mia “guida non-guida” alias “Kevin” (nell’articolo succitato è spiegata anche l’origine dell’alias), durante le escursioni fuori città l’ho tenuto come autista, perché avevo già pagato in anticipo la sua “assistenza”, per così dire, per tutta la durata del soggiorno e l’agenzia non aveva sostituti.

Escursione a Capo di Buona Speranza e Cape Point

Kevin mi è venuto a prendere in hotel al mattino e l’interno dell’auto emanava un odore terribile. Quindi, nonostante la temperatura mattutina di 10 ͦC (50°F), ho viaggiato per oltre un’ora a finestrini aperti fino all’arrivo a Capo di Buona Speranza.
Poiché Kevin aveva freddo e quindi fretta di arrivare, il suo stile di guida era a dir poco aggressivo, anche lungo la Chapman’s Peak Drive. Si tratta di una delle litoranee più spettacolari al mondo, che si sviluppa attraverso una serie di tornanti. Dato che mi fa male l’auto quando le curve sono prese velocemente, vi lascio immaginare come mi sentissi. Nausea a parte, il paesaggio era davvero spettacolare!

Dopo essermi lamentata per l’odore nauseabondo e per il suo stile di guida, Kevin ha iniziato a guidare più lentamente. La nausea gradualmente è passata e sono arrivata così a Boulders, famosa per i suoi pinguini africani. Pagato il biglietto di ingresso, mi avvio verso il punto migliore per vederli, ovvero la spiaggia di Foxy Beach.
La spiaggia con i pinguini era uno spettacolo unico! La colonia è composta da circa 3000 pinguini. Nonostante quella mattina molti pinguini fossero in acqua, in spiaggia c’era comunque un bel gruppetto. Per vederne ancora di più, tuttavia, è preferibile andare nel tardo pomeriggio. I mesi ideali in cui la spiaggia è più popolata vanno da marzo a maggio.

Non immaginavo che i pinguini africani fossero così piccini: sono alti circa 60 cm. Sono buffissimi e tenerissimi quando camminano. Quella mattina sono stata fortunata, perché non c’erano molti turisti in spiaggia. In estate, quando la spiaggia è molto più affollata, un’alternativa a Boulders è la colonia di pinguini di Stony Point, presso la Betty’s Bay, che di solito è meno turistica. Per entrare, si paga anche di meno. Tuttavia, si trova lungo la Whale Coast, quindi da tutt’altra parte rispetto a Capo di Buona Speranza. Pertanto, se optaste per Stony Point, potreste abbinare la visita ai pinguini a una escursione ad Hermanus per avvistare le balene.
Dopo un’oretta, ci dirigiamo verso la Riserva Naturale di Cape Point che insieme a Boulders fa parte del Table Mountain National Park. Pagato il biglietto di ingresso e superato il cancello proseguiamo per qualche Km verso il parcheggio di Capo di Buona Speranza.

Molti credono erroneamente che Capo di Buona Speranza sia il punto più meridionale dell’Africa. In realtà, è il punto più a sud-ovest dell’Africa, mentre Capo Agulhas, che si trova a 170 km (105 miglia) a sudest, è il punto più a sud. Originariamente Capo di Buona Speranza fu chiamato Capo delle Tempeste dall’esploratore Bartolomeo Diaz. Sembra che circa 3000 navi siano affondate in questa zona! In seguito, Giovanni II del Portogallo lo rinominò Capo di Buona Speranza perché la sua circumnavigazione apriva una nuova rotta marittima per raggiungere le ricchezze dell’India.

Esiste una leggenda legata a Capo di Buona Speranza: l’Olandese Volante, una nave maledetta destinata a navigare per sempre in quelle acque. La leggenda narra che il capitano Van der Decken, tornando a casa nel 1641, sfidò una tempesta e giurò che avrebbe cercato di superare il Capo di Buona Speranza anche fino al Giorno del Giudizio, se necessario. E quella divenne la sua maledizione. Da allora, molti marinai affermano di aver visto l’Olandese Volante fluttuare sopra le acque di Capo di Buona Speranza.

Quando sono arrivata, comunque, non c’era traccia dell’Olandese Volante.

Arrivati al celebre cartello di Capo di Buona speranza, non potevo non farmi scattare una foto! Indovinate da chi…

Vi starete chiedendo come mai sono un po’ accigliata in foto. Vi era un pullman di turisti che a turno posavano dietro al cartello per le foto di rito. Dopo aver atteso pazientemente il mio turno, ho chiesto a Kevin di scattarmi una foto. Avrà scattato una ventina di foto, ma in nessuna è riuscito a prendere il cartello per intero, nonostante gli avessi spiegato di andare più lontano e posizionare il telefono orizzontalmente. Ovviamente, gli altri turisti dopo cinque minuti di tentativi andati a vuoto si stavano spazientendo e quindi mi sono dovuta accontentare della foto che vedete qui. Quindi, il nostro Kevin si è rivelato un disastro come guida, come bodyguard, come autista, e come fotografo! Che altro poteva fare? Alla fine, mi sono arresa e ho perso ogni speranza su di lui, ironia della sorte, proprio a Capo di Buona Speranza.
Nei pressi del cartello mi sono avviata per un sentiero che percorre la scogliera sul lato meridionale della penisola, dalla quale potevo vedere onde spumose sollevate dal vento che soffiava con grande intensità. Questo sentiero conduce ad un’area dove si trovano toilette, negozi di souvenir e ristoranti. Da quel punto si può raggiungere l’antico faro attraverso una breve salita. È possibile arrivarci anche con una funicolare, chiamata funicolare dell’Olandese Volante.
Dalla sommità del faro si può ammirare una vista panoramica molto bella. Da lì, ho continuato a camminare fino al faro nuovo, costruito agli inizi del 1900. Nel complesso quella bella passeggiata di 3 Km è durata circa un’ora e mezza, e mi ha offerto un paesaggio spettacolare fatto di spiagge di sabbia bianca, scogliere scoscese, precipizi, formazioni rocciose dalla forma bizzarra, e bellissimi fynbos ovvero gruppi di arbusti. Ho visto anche un paio di antilopi e dei babbuini!
A Cape Point mi sono fatta immortalare di nuovo Cape Point è una spettacolare promontorio roccioso che dà il nome all’intera riserva naturale.

In questa foto appaio più contenta perché Kevin finalmente mi ha ascoltato e posizionato il telefono orizzontalmente. Mi ha tagliato comunque i piedi nell’inquadratura, ma come vi dicevo, ormai ero rassegnata e non volevo più innervosirmi a causa sua.
Per gli appassionati di escursionismo, ci sono percorsi più lunghi che partono dall’ Olifantsbos Beach: il circuito del relitto (6 Km) ed il circuito Sirkelsvlei (10 Km). Dal parcheggio del Bufflesfontain Visitor Center parte, invece, parte il Kanonkop Cape Point (circa 4 Km).
Arrivata l’ora di pranzo, ci siamo fermati ad una fattoria di struzzi, la Cape Point Ostrich Farm & Reptile Rehabilitation center. Abbiamo mangiato al loro ristorante, chiamato The Hatchery. Ho provato una bistecca di struzzo alla griglia. Devo dire che la carne era tenerissima e dal sapore delicato.
Poiché il mio cellulare era scarico e avevo dimenticato il powerbank, Kevin gentilmente ha fotografato gli struzzi con il suo, tagliando loro le zampe nell’inquadratura (il suo segno distintivo come fotografo?). Comunque, ho una foto di quel pomeriggio, per quanto imperfetta.

Mentre stavo partecipando ad un tour della fattoria con altri turisti, mi sento chiamare e vedo Kevin entusiasta sventolare delle borsette in pelle di struzzo, esposte al negozio interno. Quindi intuisco che poiché lo avevo rimproverato come guida, come autista, come bodyguard e come fotografo, si stava cimentando nel ruolo di personal shopper!! Tutti si sono girati a guardarci divertiti e in quel momento avrei voluto mettere veramente la testa sotto la sabbia, come lo struzzo, dall’imbarazzo. In realtà poi, è un falso mito che gli struzzi mettano la testa sottoterra. Quando si sentono minacciati si abbassano semplicemente con tutto il corpo. Non potendo fare nemmeno quello, comunque, ci ho riso su anche io. Alla fine del tour, ho raggiunto Kevin e siamo tornati così, sempre a finestrini aperti, a Cape Town.

Escursione ad Hermanus, Whale Route

Il mattino seguente Kevin mi è venuto a prendere per dirigerci verso la Whale Route, un tratto di costa nella regione dell’Overberg dove di solito si avvistano le balene. La Whale Route comprende varie località, tra cui Pringle Bay, Betty’s Bay (dove potete vedere anche i pinguini!), Kleinmond, Stanforde e Gansbaai. In Sudafrica il periodo migliore per avvistare le balene va da giugno a dicembre, ma il picco di avvistamenti si registra tra agosto ed ottobre.
Con orgoglio Kevin mi ha fatto notare che aveva spruzzato in auto un deodorante all’incenso e mirra. Così, i due re Magi sono partiti alla volta di Hermanus dove mi aspettava un tour di avvistamento delle balene. In quella zona si possono vedere tre principali specie di cetacei: la balenottera di Bryde (Bryde’s whale), la balena franca australe (Southern Right Whale) e la balena megattera (Humpback whale).
Hermanus è considerata una delle migliori postazioni al mondo per avvistare le balene, sia dalla riva che in barca. Una delle attrazioni del luogo che mi ha colpito è il Whale Crier, ovvero l’annunciatore di balene che, annunciandosi con un corno, indica i punti di avvistamento. È in servizio dalle 10:00 alle 16:00 da giugno a dicembre. Dal 29 ottobre al 1° ottobre, Hermanus è sede anche del Whale festival, caratterizzato da mostre, film, musica, arte, cibo e conferenze tenute da biologi marini ed esperti.
Arrivata ad Hermanus, faccio un giro del centro del paese e del porto. Fondata nel 1830 come villaggio pescatori, dall’ inizio del 1900 è una località di villeggiatura. Hermanus ha un bel lungomare lungo il quale si possono vedere le lontre e percorrere tanti sentieri panoramici a picco su mare, dai quali si respira il profumo dell’oceano e della vegetazione. Hermanus è anche sede di un giardino botanico e dell’Old Harbour Museum dove è possibile ascoltare il canto delle balene.

Dopo pranzo ho partecipato al tour in catamarano organizzato da Southern Right Charters. Fortunatamente, il mare non era molto agitato quel giorno, pur essendo inverno. Consiglio, comunque, di portare con voi delle compresse contro il mal di mare qualora ne soffriate.
Una volta a bordo, ho vissuto con emozionante attesa il momento dell’avvistamento e poi ho provato tanta meraviglia alla comparsa delle balene. In circa due ore abbiamo visto una balenottera di Bryde e quattro balene franche australi, che sembravano salutarci con le loro acrobazie, spruzzi e splash della coda in acqua. A un certo punto ho avvistato anche un gruppo di delfini che saltavano dall’acqua lungo la scia lasciata dal catamarano. È stata davvero un’esperienza indimenticabile!

Escursione a Stellenbosch, Wine Route

Ho trascorso il giorno prima del rientro a casa tra i vigneti, non tanto perché sia amante del vino ma perché mi piaceva l’idea di trascorrere una giornata dai ritmi lenti, passeggiando tra le strade di cittadine costruite in stile coloniale e visitando qualche mercato. Ovviamente, desideravo regalarmi anche un ultimo bel pranzetto in uno degli ottimi ristoranti nella Wine Route.

Arrivo così a Stellenbosch, una cittadina fondata nel 1679 dal governatore Simon Var Der Stel ai piedi delle Simonsberg Mountains, per stabilire fattorie che rifornissero le navi che passavano per Cape Town durante il loro viaggio dall’Europa alle Indie Orientali Olandesi. Stellenbosch è la seconda città più antica del Sudafrica, oggi sede di una università. Presenta belle strade alberate costeggiate da edifici in stile “Cape Dutch”, negozi di antiquariato, gallerie d’arte, enoteche, ristoranti e caffè. Stellenbosch vanta anche ottimi ristoranti come Dusk, De Eatkamer, Post & Pepper.
La cittadina dà il nome all’intera regione vinicola, sede di più di 200 cantine! Il pinotage è nato in questa zona. Come? Nel 1925 Abraham Izak Perold, docente di viticultura all’Università di Stellenbosch, incrociò il Pinot Noir e l’Hermitage per creare una nuova varietà. La regione, inoltre, produce altri ottimi vini come il cabernet sauvignon, lo Shiraz e il merlot.
Nel sito Stellenbosch wine routes, potrete trovare una lista di tutte le cantine della regione con le attività da svolgere, come tour guidati delle cantine, escursioni in bici, percorsi enogastronomici ed eventi.
Durante la mia escursione a Stellenbosch, a causa della pioggia improvvisa pomeridiana, mi sono rifugiata nella bellissima tenuta Delaire Graf dove ho sia pranzato che trascorso qualche ora in spa.

Per chi volesse esplorare anche altre regioni vinicole, le possibilità non mancano. Una di esse è il Franschhoek, che significa “angolo francese”. La città che ha dato il nome alla regione è stata fondata nel 1688 dagli Ugonotti francesi. Potete prendere anche un tram chiamato Franschhoek Wine Tram che conduce a varie tenute. Inoltre, gli appassionati di motori possono visitare il Franschhoek Motor Museum. Franschhoek è stata ribattezzata la “Capitale Gourmet” per la sua tradizione culinaria. Alcuni dei ristoranti più famosi sono La Petite Colombe, Epice, ed Arkeste.
Un’altra regione interessante è Paarl. Una delle sue tenute più conosciute è la Fairview Estate, che oltre al vino produce più 50 tipi di formaggi e prodotti da forno artigianali. Il simbolo della tenuta è la “goat tower” abitata da capre che vedrete salire e scendere per le scale. Potete trovare la lista completa delle tenute di Paarl sul sito Paarl wine estates.
Ci sono anche molti tour che partono da Cape Town per esplorare queste regioni vinicole. Per una esperienza più esclusiva, potete raggiungerle anche in elicottero.

È possibile fare un safari vicino Cape Town?

Se non desiderate perdere l’opportunità di vedere i Big 5, non lontano da Cape Town vi sono riserve private raggiungibili in 1-2 ore di auto tra cui:

Non ho esperienza diretta di queste riserve, avendo trascorso qualche giorno al Kruger National Park, prima di arrivare a Cape Town. Nel mio articolo Vacanza indimenticabile al Kruger National Park, tra cultura e safari fotografici potete trovare, comunque, qualche informazione utile sui safari nelle riserve private. O magari vi verrà voglia di estendere la vostra vacanza e visitare anche il Kruger Park.

Cosa aspettate a fare la valigia?

Il Sud Africa è un paese meraviglioso. Vi ho lasciato un pezzetto di cuore e spesso quando vedo un bel tramonto rosso fuoco sento un richiamo a quella terra. Spero di ritornarci un giorno, magari in estate, per una bella settimana sulla Garden Route.
Sto dimenticando qualcuno nella nostra storia? La mattina che sono partita Kevin mi ha fatto la sorpresona finale. Pur essendoci salutati la sera prima, ha voluto accompagnarmi all’aeroporto. Un pensiero gentile, vero? Peccato che si era dimenticato di fare il pieno alla macchina.