Alla scoperta di Cape Town tra cultura, natura ed enogastronomia
Esplora Cape Town tra i vivaci colori del quartiere di Bo-Kaap, Robben Island e musei che narrano la storia della città. Scopri l’atmosfera animata del Victoria & Alfred Waterfront, e sali sulla Table Mountain per ammirare panorami spettacolari al tramonto. Perditi nella bellezza del suggestivo Kirstenbosch National Botanical Garden e goditi le spiagge più belle per rilassarti o cimentarti in emozionanti sport acquatici. Infine, delizia il palato con dell’ottimo vino e prelibatezze culinarie nelle tenute di Constantia. Preparati ad innamorarti di Cape Town, una città ricca di cultura, paesaggi, enogastronomia e tanto altro ancora!
Itinerario di sette giorni a Cape Town e dintorni
In base alla mia esperienza, per visitare Cape Town occorrono almeno sette giorni, escludendo quello d’arrivo e di partenza. Le attività da svolgere in città si possono alternare ad escursioni fuori porta descritte nel mio articolo Escursioni da Cape Town: Cape Peninsula, cantine della Wine Route e tanti incontri speciali. Come vedrete, ce n’è per tutti i gusti. Ecco, comunque, una sintesi della mia settimana a Cape Town, se siete in cerca di ispirazione
Giorno 1 – Tour del centro di Cape Town, visita a qualche museo e tramonto a Signal Hill – Ideale per capire l’anima della città attraverso il suo passato e concludere il tour con colori che vi scalderanno il cuore.
Giorno 2 – Robben Island e Victoria & Alfred Waterfront – Ideale per approfondire la storia di Nelson Mandela, per poi rilassarsi in riva al mare, fare acquisti o vedere i pesci di due oceani.
Giorno 3 – Kirstenbosch Botanical Garden e Constantia Wine Route – Ideale per passeggiate rilassanti tra fiori e piante e gustare un ottimo vino tra vigneti storici.
Giorno 4 – Spiagge al mattino ed escursione alla Table Mountain per vedere il tramonto – Ideale per rilassarsi o fare sport in spiaggia e passeggiare nella natura selvaggia.
Giorno 5 – Capo di Buona Speranza e Cape Point – Ideale per ammirare paesaggi costieri unici, incontrare i pinguini africani e visitare un allevamento di struzzi.
Giorno 6 – Cantine di Stellenbosch e/o Franschhoek e/o Paarl – Ideale per esperienze enogastronomiche di alto livello ed esplorare antichi borghi e vasti vigneti.
Giorno 7 – Hermanus – Ideale per avvistare le balene e ammirare paesaggi costieri strabilianti.
Purtroppo, per mancanza di tempo, mi son fermata ad Hermanus. Se potete, vi consiglio di proseguire verso la Garden Route perché i paesaggi e la natura sono fenomenali. Io dovrò aspettare fino al mio prossimo viaggio in Sud Africa.
Qual è il periodo migliore per visitare Cape Town?
Tutte le stagioni offrono qualcosa di speciale da vedere o da fare a Cape Town. L’importante è mettere in valigia gli indumenti giusti. Tenete presente che il Sud Africa ha le stagioni invertite rispetto ai paesi dell’emisfero settentrionale.
Inverno (giugno-agosto): Ho trascorso in Sud Africa l’ultima settimana di agosto al Kruger Park, e la prima di settembre a Cape Town. Mi sono sempre vestita a strati perché la temperatura passava dai 10 ai 20 °C (50-70° F) nell’arco della stessa giornata. Tre giorni su quattordici è piovuto, ma non è stato un problema alla fine. Come dicono i miei amici svedesi, “non esiste il tempo brutto ma l’abbigliamento sbagliato”. Ho approfittato delle ore piovose per visitare i musei, coccolare il mio palato in ristoranti strepitosi e gustarmi il rito del the pomeridiano. L’ inverno, inoltre, ha i suoi vantaggi. È ideale per fare i safari e per avvistare le balene. Nei parchi, inoltre, iniziano a spuntare bellissimi fiori selvatici, che, infatti, hanno colorato le mie passeggiate e giornate. In fine, essendo bassa stagione, non c’è folla ed i prezzi sono più bassi.
Estate (dicembre-febbraio): Se invece prendere la tintarella e fare il bagno nell’oceano è per voi una priorità, l’estate è il periodo ideale per andare a Cape Town. Le temperature si aggirano sui 30°C (86°F). In questo periodo, inoltre, si svolgono molti eventi culturali e musicali, tra cui il Cape Town international jazz festival (gennaio) e il Cape Town Minstrel Carnival (2 gennaio) dove la comunità dei Minstrel sfila in costumi colorati ballando, cantando e suonando piccoli tamburi chiamati ghoema. Tale evento ha radici nel periodo della schiavitù, quando gli schiavi erano autorizzati a festeggiare solo durante il periodo del Capodanno.
Autunno (marzo-maggio) e primavera (settembre-novembre): Sono i periodi migliori per fare escursionismo. Spesso si hanno giornate calde e soleggiate, con temperature che si aggirano sui 25°C (77°F). Marzo è, inoltre, un mese ricco di eventi quale il Cape Town Carnival, e per gli sportivi il Cape Cycle Tour ed il Cape Epic. Ad aprile, invece, si svolge la Two Oceans Marathon.
Come spostarvi a Cape Town per esplorare la città?
Per approfondire la storia di Cape Town ed iniziare ad orientarmi in città, ho optato per un tour gratuito a piedi del centro con City Sightseeing. Se le condizioni meteo lo consentono, un’altra bella alternativa è un tour in bici guidato o indipendente per gestire il vostro tempo come preferite.
A tal proposito apro una parentesi su un errore di viaggio da cui potete imparare. Avevo chiesto al tour operator che aveva organizzato il mio transfer e soggiorno al Kruger Park di trovarmi una guida privata a Cape Town che mi accompagnasse in tutte le escursioni e aiutasse a cogliere l’essenza della cultura locale. Soprattutto, viaggiando da sola e non avendo familiarità con un paese non famoso per la sua sicurezza, non volevo finire in qualche disavventura.
Ahimè, a Cape Town il tour operator del safari si è avvalso della collaborazione di un partner che non era all’altezza della situazione. Per farla breve, avevo chiesto una guida privata e mi sono ritrovata con un autista privato che conosceva la storia della città meno di me. A posteriori, la sua presenza ha aggiunto comunque una nota divertente al tour, come vedrete, ma in loco ha messo a dura prova la mia pazienza.
Qual’ è la morale della favola? Controllate bene le credenziali del tour operator e la loro specialità, comprese quelle delle agenzie partner!
Non ho usufruito di bus e treni a Cape Town; quindi, non posso pronunciarmi sui loro livelli di sicurezza ed affidabilità. Tuttavia, ho preso il taxi di giorno e l’ho trovato sicuro. Basta affidarsi a una compagnia di taxi ufficiale e prenotare il pick-up. Per le escursioni fuori Cape Town, consiglio di noleggiare un’auto per avere maggiore autonomia o unirvi a qualche tour, o privato o con un gruppo non numeroso.
Cosa fare nel centro di Cape Town?
A Cape Town non aspettatevi edifici monumentali come il Taj Mahal o il Colosseo. Secondo me, la bellezza della città risiede principalmente nel suo ambiente naturale e nei paesaggi. Vi consiglio comunque di visitare il centro di Cape Town, Robben Island e i musei più rappresentativi della città per conoscere il suo passato e capirne il presente.
Cape Town ha una lunga storia che risale a migliaia di anni fa. I reperti archeologici suggeriscono che la zona sia stata abitata sin dalla preistoria. Nel corso dei millenni, è stata popolata da varie tribù e gruppi etnici, tra cui i Khoisan, che erano pastori nomadi, e i Bantu, che hanno introdotto l’agricoltura.
Il South African Museum ospita una vasta collezione di reperti di storia naturale, antropologia e archeologia. Il museo è particolarmente noto per la sua collezione di reperti fossili, e utensili risalenti a 120.000 anni fa.
Nel XV secolo, il navigatore portoghese Bartolomeo Diaz fu uno dei primi europei a raggiungere la regione, aprendo la strada all’esplorazione e alla colonizzazione europea. Nel 1652, la Compagnia Olandese delle Indie Orientali istituì una stazione di rifornimento per le navi commerciali presso la baia di Cape Town, dando inizio alla colonizzazione olandese della regione e con essa alla tratta degli schiavi. Tappe del tour importanti per approfondire questo periodo storico sono il Castello di Buona Speranza, l’Iziko Slave Lodge e Bo-Kaap.
Il Castello della Buona Speranza è stato costruito tra il 1666 e il 1679 dal governatore olandese Jan van Riebeeck come fortezza difensiva e base di rifornimento per le navi della Compagnia Olandese delle Indie Orientali. Successivamente ha ospitato uffici amministrativi, una prigione e la compravendita di schiavi. Ora è un museo, sito patrimoniale e spazio pubblico per eventi. Ogni giorno viene eseguita una cerimonia di sparo del cannone, che ricorda la funzione di segnale orario che il cannone aveva in passato.
Un altro museo interessante legato alla colonizzazione e alla schiavitù è l’Iziko Slave Lodge. Si trova in un edificio costruito nel 1679 dalla Compagnia Olandese delle Indie Orientali per dare alloggio agli schiavi. Fu usato per tale scopo prima dalle autorità coloniali olandesi e successivamente da quelle britanniche fino al 1811. Il museo volge particolare attenzione alla vita e alle esperienze degli schiavi che vivevano nell’edificio, che a quei tempi era sporco, umido e buio. Il museo ospita anche una vasta collezione di oggetti e manufatti legati alla tratta degli schiavi. È un luogo toccante ed importante per la comprensione degli aspetti più oscuri della sua storia coloniale.
Oltre a questi musei, vi è un intero quartiere che rimanda a quel periodo storico buio: Bo-Kaap. È il quartiere musulmano di Cape Town, ai piedi della Signal Hill, a breve distanza dal centro cittadino. Bo-Kaap è stato fondato nel XVIII secolo ed è stato storicamente abitato da schiavi liberati provenienti dall’Asia del Sud e dal Sud-Est asiatico, e successivamente dai loro discendenti. Per questo motivo, una volta era conosciuto come quartiere malese. Nel 1834, con l’abolizione della schiavitù nell’impero britannico, di cui Cape Town faceva parte, le case bianche di Bo-Kaap vennero dipinte in vari colori per celebrare la ritrovata libertà e identità culturale. Oggi il quartiere è meta di tutti gli amanti di fotografia.
Non distante da Bo-Kaap, si può vedere lo Slavery memorial in Church Square. Blocchi di granito neri portano incisi i nomi di schiavi come segno tangibile dell’impatto duraturo che la tratta degli schiavi e l’oppressione razziale hanno avuto sulla città e sul paese nel suo insieme.
Durante il XIX secolo, la scoperta di diamanti e oro nell’entroterra del Sudafrica portò a un periodo di crescita economica e urbanizzazione per Cape Town. Tuttavia, la città fu anche segnata dalla segregazione razziale e dall’apartheid, che terminò grazie all’opera di leaders come Nelson Mandela e Desmond Tutu. Al centro di Cape Town troverete tre luoghi simbolo di questo periodo: la Cattedrale di St George, il Municipio, il District Six museum.
La Cattedrale di St George è conosciuta come “la Cattedrale del popolo” per il suo ruolo nella lotta contro l’apartheid. Fu il punto di raccolta per gli attivisti e da qui Desmond Tutu, il primo arcivescovo nero, guidò marce e campagne antiapartheid.
Il Municipio fu costruito nel 1905 in stile italiano rinascimentale presso una grande piazza nota come Grande Parade. Fu luogo di importanti eventi storici, tra cui la dichiarazione di Nelson Mandela dopo il suo rilascio dal carcere nel 1990.
Il District Six museum è dedicato alla memoria del quartiere multiculturale di District Six, demolito dal governo sudafricano durante l’apartheid. Il museo è stato creato per preservare la memoria del quartiere, prima che il governo sudafricano iniziasse la politica di segregazione razziale e i 60.000 abitanti del quartiere fossero mandati via. Il museo ospita una vasta collezione di fotografie, documenti storici, testimonianze e oggetti donati dai residenti del quartiere.
Oltre a numerosi spunti di riflessione storici e culturali, il cuore di Cape Town offre una varietà di vie dello shopping che sicuramente attireranno la vostra attenzione. Mete popolari sono Long Street e Bree Street, strade vibranti piene di boutique, ristoranti, caffè e bar.
Un’altra zona da visitare in centro è Greenmarket Square, un mercato all’aperto che offre un’ampia selezione di prodotti artigianali locali, come sculture in legno, tessuti tradizionali, oggetti d’arte e souvenir unici.
Quali musei visitare a Cape Town?
Cape Town vanta molti musei facenti parte del Complesso museale di Iziko. In lingua xhosa, iziko significa luogo prezioso, davvero un nome appropriato! Ogni museo offre una prospettiva unica sulla storia, l’arte e la cultura del Sudafrica, arricchendo ulteriormente l’esperienza culturale e educativa dei visitatori.
Oltre al Castello di Buona Speranza, il District Six Museum e l’Iziko Slave Lodge già menzionati, il complesso museale comprende l’Iziko South African National Gallery (museo d’arte), un Planetario e Digital Dome, il Bo-Kaap Museum (museo di cultura islamica locale), case antiche come la Koopmans-de Wet House (casa del XVIII secolo), la Bertram House (in stile georgiano), Rust en Vreugd (una galleria d’arte), la Old Town House (ex municipio, ora museo d’arte) ed infine la Groot Constantia (antica tenuta vinicola e Museo del vino).
Altri musei di interesse non facenti parte del complesso Iziko comprendono l’ex prigione di Robben Island, the Heart of Cape Town Museum (museo sulla storia del primo trapianto cardiaco al mondo effettuato a Cape Town dal Dr Christiaan Barnard), e lo Zeitz MOCAA (museo di arte moderna).
Cosa vedere e come arrivare a Robben Island?
Presso il Victoria & Alfred Waterfront potete prendere il traghetto dal Nelson Mandela Gateway per visitare un altro emblema della lotta contro l‘apartheid, ovvero la Robben Island.
Robben Island si trova a circa 5 miglia al largo della costa di Table Bay. Il nome dell’isola deriva dal termine olandese “Robbeneiland“, che significa “isola delle foche”, poiché l’isola era popolata da una grande quantità di foche. Nonostante il nome accattivante, Robben Island ha una storia tragica. Fu utilizzata come colonia penale olandese e poi britannica, e a partire dal 1845 fu utilizzata come luogo di quarantena per i lebbrosi.
A causa delle forti correnti e delle alte onde, molte navi che navigavano in quella zona affondarono, e sono state scoperte 24 navi affondate nei fondali dell’isola. Dall’isola, si può vedere la Table Mountain, che rappresentava un simbolo di speranza di libertà per i prigionieri, e si può sentire il fragoroso rumore delle onde dell’oceano, oltre ad essere esposti ai forti venti.
Dal XVII secolo fino al 1991, Robben Island ospitò una prigione di massima sicurezza, che oggi è diventata un museo. In questa prigione, Nelson Mandela trascorse 18 anni della sua vita in una piccola cella di 2,4 x 2,1 metri.
Nel 1999, Robben Island è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.
Oggi, è possibile visitare l’isola attraverso un tour che dura circa 3,5 ore. Il tragitto con il traghetto dura circa mezz’ora per raggiungerla e tornare. Si utilizzano due traghetti che venivano usati per trasportare prigionieri e gli impiegati della prigione.
Dall’abolizione dell’apartheid nel 1994, Città del Capo è diventata una città multiculturale e cosmopolita, con una vivace scena artistica, culturale e turistica. Oggi, la città è famosa per la sua bellezza naturale mozzafiato e continua a essere una delle destinazioni più popolari in Africa.
Cosa fare al Victoria & Alfred Waterfront?
Il Victoria & Alfred Waterfront merita sicuramente una visita. Il nome del lungomare è un omaggio alla Regina Victoria e a suo figlio il principe Alfred, che iniziò la costruzione del porto nel 1860. Di ritorno dalla Robben Island, vi ho pranzato e trascorso un intero pomeriggio. Incastonato fra l’oceano e la Table mountain, il V&A Waterfront è un luogo vivace e molto frequentato dai turisti. Ospita tanti centri commerciali, negozi di tutti i tipi, ristoranti, musei ed una ruota panoramica.
Dopo pranzo ho visitato il Two Oceans Aquarium, dove ho visto tante specie come pesci pagliaccio, pesci angelo, pesci farfalla, i pinguini rockhopper, il cavalluccio marino di Knysna, meduse, e pesci predatori come gli squali toro. I sub esperti (non è il mio caso) possono anche immergersi nell’acquario. La scuola di subacquea del museo organizza anche immersioni guidate nell’oceano.
Ho proseguito poi per lo Zeitz Museum of Contemporary Art Africa (MOCAA). Si tratta di un ex silo per il grano trasformato in un museo che ospita la più grande collezione al mondo di arte contemporanea africana.
Quasi la metà delle pietre preziose del mondo si possono trovare nell’Africa meridionale, conferendo a questa regione il soprannome di “capitale delle pietre preziose”. Come potevo perdermi una visita al negozio Mineral World? Qui troverete una vasta gamma di oggetti con pietre preziose, da souvenir economici a pezzi da collezione.
L’ultima tappa del pomeriggio è stata a Watershed per curiosare tra i vari oggetti di artigianato locale. Si trova veramente di tutto, oggetti in legno, tessuti, ceramiche e tanto altro.
Quali spiagge visitare a Cape Town?
Una delle spiagge più iconiche è St. James beach famosa per le sue cabine colorate che sono diventate un’attrazione fotografica. La spiaggia offre una striscia di sabbia dorata protetta da rocce e scogliere, creando una grande piscina naturale formata dalle maree con acque calme. Situata non lontano dal centro di Cape Town, St James Beach offre un facile accesso a Kalk Bay, dove è possibile avvistare le foche sul molo e gustare una deliziosa colazione presso l’Olympia Bakery.
Mi ricorderò sempre questa spiaggia anche per un momento di ilarità. Dopo essermi lamentata della “guida” impreparata con l’agenzia alla fine del primo giorno di tour, per farsi benvolere e pur di mantenere l’incarico, la mia guida-autista si è auto-investito anche del ruolo di bodyguard. Poiché, in spiaggia non c’era molta gente, mi ha voluto accompagnare “per proteggermi”, se necessario.
Avete presente il personaggio interpretato da Kevin Costner nel film Body Guard? Bene, il “mio Kevin” era l’esatta antitesi. A un certo punto, durante la passeggiata, incontriamo in spiaggia un passante che stava tirando un bastoncino al suo bellissimo Golden Retriever. Preso dalla voglia di giocare, l’amico a quattro zampe viene incontro sia a me che “Kevin”. Kevin inizia a dire, “oh no, no” e ad agitarsi. E che fa? Inizia a correre, con il cagnolone felice al seguito.
E alla fine della corsetta, il povero “Kevin”, distrutto, si è sdraiato sfinito sulla spiaggia, come le foche lì presenti.
Se siete interessati al surf d’onda, Cape Town offre diverse opzioni.
Lladudno Beach è famosa per le sue onde eccezionali ed è un luogo amato dai surfisti esperti. Inoltre, i surfisti più temerari nella Hout Bay possono trovare la Dungeons, una delle onde più famose e impegnative al mondo.
Bloubergstrand Beach è nota per le sue condizioni ventose e attira surfisti e kitesurfisti.
Per i principianti, le spiagge di Camps Bay e Muizenberg offrono scuole di surf e kitesurf dove è possibile imparare le basi o migliorare le proprie abilità.
Per gli amanti del windsurf, Sunset Beach è una meta ideale, con i suoi venti costanti e le ampie distese di sabbia. Più a nord, Per coloro che cercano sfide più estreme, la baia di Platboom nella riserva di Cape Point, a un’ora circa da Cape Town, offre condizioni perfette per i windsurfisti esperti.
Se siete alla ricerca di un’esperienza unica, potete anche provare il sandboarding presso le dune di Atlantis, che distano circa un’ora da Cape Town. Ci sono diverse aziende che offrono lezioni e noleggio di attrezzature, come Sandboarding Cape Town.
Anche se non desiderate praticare nessuno sport, le spiagge sono belle per rilassarsi e godere di tramonti splendidi.
Cosa fare a Cape Town per immergervi nella natura?
Il Giardino Botanico Nazionale di Kirstenbosch è considerato uno dei giardini più belli al mondo ed è stato incluso nella lista del patrimonio dell’umanità dell’UNESCO nel 2004. Offre una straordinaria varietà di piante autoctone che riflettono la ricca biodiversità della regione. Potrete percorrere sentieri panoramici che attraversano paesaggi mozzafiato, ammirare l’abbondanza di colori e ascoltare il canto degli uccelli che popolano il giardino.
Il Giardino Botanico di Kirstenbosch vanta bellissimi fynbos (macchie di arbusti) e giardini di protea. Queste piante sono caratteristiche della regione del Capo e offrono uno spettacolo di forme, colori e profumi unici. Inoltre, il giardino botanico ospita sculture artistiche che si integrano armoniosamente con l’ambiente naturale.
Una delle attrazioni più ammirate del giardino è il Boomslang Bridge, ovvero “serpente sugli alberi” in lingua afrikaans. Questo ponte sospeso offre una prospettiva unica, consentendovi di camminare tra le cime degli alberi e di godere di una vista panoramica spettacolare sulla vegetazione circostante.
Per completare l’esperienza al Giardino Botanico di Kirstenbosch, potete fare una sosta al Fynbos Cafe.
Dove fare escursionismo a Cape Town?
I tramonti più belli a Cape Town si ammirano da vari punti panoramici che sono anche meta di escursioni a piedi, tra cui Signal Hill, Lion’s Head e Table Mountain. Vi sono sentieri di vario livello di difficoltà e lunghezza e sul sito Alltrails potrete scegliere quelli più adatti a voi.
L’escursione sulla Table Mountain offre un’esperienza mozzafiato nella natura selvaggia e panoramica di Cape Town. Questa montagna, che è stata riconosciuta come una delle 7 nuove meraviglie naturali del mondo nel 2012, si erge imponente con i suoi 1089 metri di altezza e la sua cima piatta.
Per raggiungere la cima, è possibile scegliere di salire a piedi o utilizzare la funicolare che richiede solo 5 minuti a tratta. Il costo del biglietto di andata e ritorno è di circa 20 euro. Tuttavia, il giorno che sono andata la funicolare era chiusa a causa del forte vento. Vi consiglio quindi di verificare le informazioni sul sito web ufficiale della Table Mountain e indossare abbigliamento adeguato alle condizioni meteo. Tuttavia, non mi sono persa d’animo e ho deciso ugualmente di intraprendere a piedi un breve sentiero escursionistico affascinante che porta al Kloof Corner.
Il sentiero inizia dal secondo parcheggio di Tafelberg Road, è lungo circa 2 Km, e si percorre in 30 minuti. Il livello di difficoltà è medio, ci sono vari gradini da salire (li ho contati…sono più di 200!). Solo nell’ultimo tratto la pendenza aumenta significativamente. In alcuni punti non vi sono corde o catene a cui tenersi, quindi bisogna stare attenti. Pur non salendo sulla roccia a strapiombo, sono stata ripagata ugualmente da una vista spettacolare sulla città, sull’oceano e su Lion’s Head.
Quali ristoranti provare a Cape Town?
Questi sono i ristoranti che mi sento di raccomandare a Cape Town, perché mi hanno davvero soddisfatta. Devo dire che Cape Town è una delle città al mondo dove ho mangiato meglio.
In centro città ho mangiato al Belly of the Beast, che ha solo 24 posti, ed un menu degustazione a sorpresa. Che dire? È stata una delle mie cene preferite a Cape Town per la qualità del cibo ed il servizio.
Lungo il Victoria & Alfred Waterfront ho pranzato da Pier. La bella vista sul mare ha reso l’esperienza complessiva ancora più piacevole.
Nel quartiere di Observatory, ho mangiato al Reverie Social Table. Qui ci si siede ad un unico tavolo con altri ospiti. È stata una cena straordinaria, oltre che per l’ottimo cibo e servizio, anche per l’elemento di socializzazione e l’atmosfera rilassata.
A Constantia ho mangiato a La Colombe, nella Silvermist Wine Estate, spinta dalla curiosità per la sua fama. È stata un’esperienza memorabile per il modo scenografico ed originale in cui viene presentato ogni piatto e per il conto a fine pranzo.
Poiché sono un’amante del té, non potevo perdermi il rito del the pomeridiano. La tradizione del the pomeridiano risale ai tempi del colonialismo ed è un’esperienza assolutamente da provare a Cape Town. Presso il Belmond Mount Nelson Hotel, ho potuto scegliere fra sessanta tipi di the e squisiti dolcetti. Chi non ama il dolce, può optare per il salato.
Qual’ è la cantina più antica del Sudafrica?
Pur non essendo una intenditrice di vini, mi sono fermata a Constantia dopo una mattinata trascorsa al Kirstenbosch National Botanical Garden ed un lungo pranzo a La Colombe.
I vigneti mi piacciono, perché mi ricordano la regione dove sono nata e mi rilassano, perchè sembrano luoghi fuori dal tempo. Inoltre, ero attratta della storia di Groot Constatia, la cantina più antica del Sudafrica. Fu fondata alla fine del 1600 ed ha prodotto il vino preferito da Napoleone, che lo bevve fino alla sua morte in esilio sull’isola di Sant’ Elena. La casa è arredata come la dimora dei ricchi agricoltori del XVIII al primo XIX secolo.
Il Museo del Vino è situato in una parte della cantina storica ed espone recipienti antichi di conservazione del vino. Una stanza accanto alla cantina del vino veniva utilizzata dai Cloetes, i proprietari della tenuta, come ufficio per la vendita del vino. Il Museo del Vino viene anche utilizzato anche per l’esposizione di una parte della collezione di carrozze. Il resto della collezione è esposto nella rimessa.
Ovviamente, la tenuta propone anche degustazioni dei loro celeberrimi vini, una esperienza che gli intenditori non vorranno perdere.Mi è piaciuta molto l’atmosfera del luogo e nonostante in inverno i vigneti fossero spogli, il tramonto è stato splendido ugualmente. Sul sito della Constantia Wine Route, potete trovare la lista complete delle tenute vinicole, ristoranti, negozi e tour per esplorare questa regione affascinante.
Vale la pena visitare Cape Town?
Assolutamente sì, qualunque siano i vostri interessi. Cape Town offre una combinazione perfetta di cultura, storia, natura ed enogastronomia. Sia che siate amanti dell’avventura sia che desideriate solo rilassarvi, Cape Town offre moltissime attrattive: spiagge spettacolari, tramonti mozzafiato, paesaggi incredibili, ottimo vino e cucina. Inoltre, è vicina a tanti altri luoghi da non perdere di cui parlerò nel mio articolo Escursioni da Cape Town: Cape Peninsula, cantine della Wine Route e tanti incontri speciali.
Buon viaggio!

