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Attraverso il Tour Rosso esplorerete i luoghi più scenografici della Cappaddocia. Ammirerete i “Camini delle Fate” in vari colori e forme, come i curiosi “funghi” della Paşabağ Valley, gli “animali” della Devran Valley, le leggendarie “Tre Bellezze” di Ürgüp, e il maestoso “castello” di Uçhisar. Scoprirete come la natura ha creato queste formazioni rocciose e come l’uomo ha ricavato al loro interno abitazioni, monasteri, chiese e colombaie nel corso dei secoli. Dopo aver ammirato i colori spettacolari della Rose e Red Valley ed esplorato lo Zelve Open Air Museum, vi aspetta un gustoso pranzo tipico nell’eco-fattoria di Kings Valley, incastonata in un paesaggio lunare. Infine, parteciperete a un coinvolgente laboratorio di ceramica ad Avanos. Siete pronti a dare forma alla vostra creatività?

La Cappadocia è situata nel cuore dell’Anatolia, nota anche come Asia Minore, corrispondente alla parte asiatica della Turchia. Secondo alcuni, il nome “Cappadocia” deriva da una locuzione persiana che significa “terra dei bei cavalli”. Questa regione era rinomata, infatti, per i suoi cavalli fin dall’antichità. Grazie alla sua posizione strategica, la Cappadocia è stata la culla di antiche civiltà come gli Assiri e gli Ittiti. Inoltre, è stata un fondamentale crocevia commerciale lungo la Via della Seta, nonché una zona di conquista di diversi popoli nel corso della storia, tra cui i Frigi, Persiani, Romani, Bizantini, Selgiuchidi e Ottomani.

Non sorprende quindi che le meraviglie archeologiche, artistiche e naturali della Cappadocia attirino da anni l’attenzione di studiosi e turisti da tutto il mondo. L’UNESCO ha incluso nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità il Parco Nazionale di Göreme e i siti rupestri della Cappadocia, e più precisamente le città di Nevşehir, Ürgüp e Avanos, i siti di Karain, Karlık, Yeşilöz, Soğanlı e le città sotterranee di Kaymaklı e Derinkuyu.

Sicuramente, la Cappadocia è uno dei luoghi più incantevoli che abbia mai visitato. È entrata a far parte della lista dei “miei luoghi della felicità”, ovvero località dove ogni tanto ritorno perché mi regalano gioia ed emozioni intense.

Perché il “mio” Tour Rosso?

Ho intitolato questo articolo il “mio” tour rosso, perché l’itinerario del tour potrebbe presentare leggere variazioni a seconda dell’agenzia di viaggio a cui ci si rivolga. Il mio bellissimo tour è stato organizzato da Kelebek Travel, l’agenzia partner del Kelebek Special Cave Hotel dove ho soggiornato a Göreme.

Ho scelto un tour guidato per ottimizzare l’utilizzo del mio tempo senza dover pianificare gli itinerari e gli spostamenti per conto mio. Desideravo godermi senza stress la bellezza dei luoghi, e apprendere la loro storia da un esperto che potesse farmi scoprire tesori nascosti. La mia guida Ozre ha condotto un tour fantastico, portandomi a pranzo in un luogo speciale che difficilmente avrei trovato da sola. A breve ve ne parlerò.

Dovendo scegliere tra un Tour Rosso di gruppo e un tour privato ho scelto quest’ultimo poiché desideravo gestire i tempi di sosta presso ciascuna attrazione a seconda delle mie preferenze, e scattare le fotografie con calma. Le attrazioni visitate attraverso il Tour Rosso comprendono i Camini delle Fate più famosi.

Cosa sono i Camini delle fate?

Si tratta di alte guglie in tufo caratterizzate da una formazione rocciosa più dura sulla loro sommità posta a mo’ di cappello. Il nome scientifico di tali pinnacoli è hoodoos.

Milioni di anni fa, in Cappadocia si trovavano vari vulcani attivi. Cenere e lapilli cospargevano il paesaggio e, raffreddandosi, si trasformarono in ampi strati di morbido tufo. Le colate di lava sigillarono gli strati sottostanti, formando un solido strato più superficiale di andesite o di più scuro basalto. Quando il clima si fece più freddo, piogge torrenziali diedero vita a corsi d’acqua veloci e potenti che scolpirono agevolmente il tufo, causando un’erosione più lenta degli strati superficiali più duri. I processi erosivi continuarono a lungo ed insieme al vento modellarono il paesaggio, creando gole e valli contrassegnate dai caratteristici hoodoos. Tali formazioni variano in tonalità a seconda della loro composizione minerale e delle condizioni di esposizione agli agenti erosivi.

Perché gli hoodoos si chiamano “Camini delle Fate”?

Secondo una leggenda, sulle montagne della regione vivevano dei giganti. Quando si arrabbiavano, lanciavano fiamme dai picchi delle montagne verso i villaggi sottostanti. Un giorno, il sultano del regno delle fate giunse in Cappadocia e, vedendo la difficile situazione della popolazione locale, chiamò tutte le fate in aiuto.

Con le mani piene di neve e ghiaccio, le fate attaccarono i luoghi da cui i giganti lanciavano il fuoco, riuscendo a spegnerlo. I giganti spaventati fuggirono sottoterra e non riapparvero mai più. Gli esseri umani si stabilirono nelle grotte che avevano scavato nelle rocce, mentre le fate si stabilirono nelle cime di queste rocce. Così, i due popoli vissero insieme in pace.

Fin qui, è una bella leggenda, ma che c’entrano i camini? All’interno delle abitazioni ricavate negli hoodoos venivano accesi dei fuochi per cuocere il cibo e riscaldarsi durante i freddi inverni. Poiché non c’era carbone nella regione ed il legname scarseggiava, veniva bruciato il letame essiccato! Il fumo che usciva dalla sommità faceva somigliare gli hoodoos a ciminiere o comignoli. L’aspetto fiabesco e incantato di questi comignoli rocciosi che sbuffavano fumo e la leggenda delle fate hanno dato origine all’espressione “Camini delle Fate”.
E adesso, iniziamo il nostro Tour Rosso!

Paşabağ Valley o Monks Valley

La Paşabağ Valley, conosciuta anche come Valle dei Monaci (Monks Valley), è una spettacolare area situata tra Göreme e Avanos. Il nome ” Paşabağ ” deriva dalla combinazione delle parole paşa che significa “pascià” e bağ che significa “vigna“. Questo nome ha una radice storica interessante, poiché alcuni degli agricoltori che coltivavano le vigne in questa zona erano veterani della Guerra di Indipendenza della Repubblica Turca. Poiché il titolo di “pascià” rappresentava il rango più alto nell’esercito ottomano, la gente del luogo decise di onorare questi veterani chiamandoli “pascià”.

D’altra parte, il nome Valle dei Monaci si riferisce al fatto che questa valle è stata un rifugio per i monaci eremiti a partire dal IV secolo. Molte delle abitazioni e luoghi di preghiera da loro scavati nella roccia possono ancora essere osservate in questa valle.

Tra le formazioni rocciose più significative di questa zona c’è un cono solitario a tre teste che ospita la cappella dedicata a San Simeone. Quando sono stata in Cappadocia, la cappella non era visitabile internamente perché in restauro. Dall’esterno è comunque possibile intravedere sia affreschi, realizzati applicando i pigmenti sull’intonaco bagnato, sia pittura a secco, applicando il colore direttamente sull’intonaco asciutto. È importante notare che il famoso San Simeone noto come lo Stilita non ha mai vissuto nella Valle dei Monaci. Ha vissuto in Siria in cima a una colonna (stylos in greco antico), motivo per cui era chiamato “lo stilita”. Perché allora troviamo una cappella a lui dedicata nella Monks Valley? I camini delle fate presenti nella valle ricordano la forma di una colonna, suggerendo la possibilità che alcuni dei seguaci di Simeone lo Stilita abbiano vissuto qui.

Zelve Open Air Museum

Non lontano dalla Valle dei Monaci, si trova lo Zelve Open Air Museum che si estende su tre valli che delineano un percorso simile a una Y. Zelve è una straordinaria città scavata nella roccia, costellata di abitazioni, luoghi di culto e secolari che un tempo ospitavano una delle comunità più numerose della regione. Alcune chiese risalgono addirittura al VI secolo! In questa comunità, i cristiani e i musulmani hanno convissuto fino al 1924, quando i cristiani furono costretti a lasciare il luogo a seguito del Trattato di Losanna. Fu un accordo internazionale che pose fine alla Guerra fra Grecia e Turchia e sancì lo scambio di minoranze fra i due paesi. Lo scambio prevedeva il trasferimento di popolazioni greche che vivevano in territorio turco e di popolazioni turche che risiedevano in territorio greco. Negli anni ’50, anche i musulmani si sono trovati costretti a evacuare l’area a causa del rischio di erosione, ed hanno fondato un villaggio moderno poco distante, chiamato Yeni Zelve (Nuova Zelve).

Le chiese che ho visitato nella prima valle mostravano pitture raffiguranti il pesce e l’uva, due importanti simboli religiosi. Durante l’epoca delle persecuzioni contro i Cristiani, infatti, il pesce simboleggiava Cristo. In greco antico la parola per pesce era ἰχθύς, che è anche l’acronimo di “Gesù Cristo figlio di Dio Salvatore”. L’ uva invece simboleggia il sangue di Gesù e quindi il suo sacrificio. Purtroppo, non ho potuto scattare foto degli affreschi perché era vietato.

Ho deciso di non proseguire con l’esplorazione delle altre due valli perché il caldo di quella giornata di agosto era davvero torrido, e comunque alcune strutture più distanti non erano visitabili a causa dei lavori di restauro in corso.

È interessante notare che alcune agenzie di viaggio includono nel loro Tour Rosso il Göreme Open Air Museum al posto dello Zelve Open Air Museum. Entrambi meritano una visita. Il primo si concentra principalmente sui monasteri rupestri e i loro affreschi, mentre il secondo include anche ambienti non religiosi. Tuttavia, è importante sottolineare che mentre le pitture delle chiese nello Zelve Open Air Museum sono meno ben conservate, il luogo è meno affollato e turistico.

Devrent Valley

Questa valle è conosciuta anche come Valle dell’Immaginazione. Questa valle non è stata mai abitata, ma è famosa per il suo paesaggio lunare con rocce a forma di animale. Proprio grazie alla vostra immaginazione potrete scorgere varie figure di roccia. Quali animali riuscite a identificare nelle due foto sottostanti?

Le Tre Bellezze

Le Tre Bellezze sono una delle attrazioni più fotografate di Ürgüp e della Cappadocia. Rappresentano due adulti e un bambino protagonisti di una commovente leggenda. C’era una volta in Cappadocia, un re che aveva una bellissima figlia. La principessa era innamorata di un pastore, ma il re ostacolava il loro amore. La principessa così decise di fuggire con il suo amato e dal loro amore nacque un bambino. Quando il re lo venne a sapere si infuriò e ordinò ai suoi soldati di trovare la figlia e la sua famiglia. Braccata dai soldati, la principessa chiese a Dio di non separarla dalla sua famiglia. Il suo desiderio fu avverato ed i tre vennero trasformati in guglie di roccia.

Valle Rosa e Rossa

Durante il tour abbiamo fatto una sosta in un punto panoramico per ammirare la Valle Rosa e Rossa (Rose and Red Valley). Questa valle spettacolare si trova appena fuori Göreme. È particolarmente bella all’alba e al tramonto quando la luce del sole valorizza le sfumature rossastre e rosate delle rocce. Tra l’altro è un luogo ideale per fare escursionismo e ammirare il volo delle mongolfiere all’alba.

Panorama Atay

In questo punto ho fatto una sosta panoramica. Vi si trovano varie bancarelle e un albero adornato con “evil eyes” di tutte le dimensioni. In Turchia tutti i negozi di souvenir vendono questi amuleti a forma di occhio che proteggono dalle energie negative emanate da persone invidiose. Secondo la gente del luogo, se l’amuleto si rompe significa che ha fatto il suo lavoro e protetto chi lo possiede. Se volete comprarlo, assicuratevi che sia di vetro e non un pezzo di plastica.

Valle dell’Amore

Questa è una delle valli con i camini delle fate più particolari. Se guardate bene la loro forma, capirete perché si chiama Valle dell’Amore.

Castello di Uchisar

Il castello di Uchisar, risalente ai tempi degli antichi Romani, è composto da ambienti interconnessi, uniti da scale e tunnel scolpiti nella roccia. È caratterizzato dalla presenza di imponenti porte in pietra da mulino, simili a quelle impiegate nei pittoreschi villaggi sotterranei della regione, che un tempo servivano a regolare l’accesso a questi baluardi difensivi. Originariamente, i suoi ambienti fungevano da abitazioni. In gran parte di esse, si osservano colombaie, dove gli agricoltori raccoglievano il guano dei piccioni che veniva usato come fertilizzante agricolo. Veniva anche utilizzato per creare i pigmenti per la pittura.

Non lontano dal castello, si trovano la sede della gendarmeria locale e due bar. D’altro lato del castello, troverete accoglienti hotel che offrono un soggiorno unico in questo affascinante ambiente storico.

Pranzo a Kings Valley

Il pranzo presso Kings Valley è stato davvero una perla del mio tour. Questo luogo incantevole è una fattoria specializzata nella produzione di prodotti biologici dove ho gustato un pranzo squisito, immersa nella bellezza selvaggia della natura circostante. Per raggiungere Kings Valley ho attraversato un campo di zucche per poi scendere una scala scolpita nella roccia dalla quale si gode di un paesaggio spettacolare.

Ho assaporato un’ottima zuppa di lenticchie, dolma (involtini di verdure ripieni di riso condito con erbe e spezie), sarma (involtini di foglie di vite farciti con bulgur), e fagioli. Alla fine, ho gustato un bicchierino di ottimo tè. Presso questa fattoria è possibile anche fare colazione, frequentare corsi di cucina e comprare vasetti di marmellata artigianale.

Ma quante api! Del resto, stavo in aperta campagna. Fortunatamente, ho scoperto un segreto locale per tenerle a bada: il fumo del caffè bruciato. Una piccola scoperta che ha reso l’esperienza ancora più autentica.

Güray Müze – Museo sotterraneo di ceramica

Dopo pranzo abbiamo proseguito verso Avanos, una cittadina situata lungo il Kizilirmak (Fiume Rosso), così chiamato per l’argilla rossa che riveste le sue sponde. Avanos è una località rinomata per la lavorazione della ceramica sin dai tempi degli Ittiti. Tradizionalmente, ad Avanos si credeva che una ragazza non potesse sposarsi se non fosse stata in grado di tessere tappeti e un ragazzo non potesse prendere moglie se non avesse saputo lavorare la ceramica.

Ho visitato un interessantissimo museo e laboratorio di ceramica chiamato Güray Müze. La sezione museale espone ceramiche di varie epoche, dalle più antiche alle moderne.

 

Tuttavia, la parte più entusiasmante è stata il laboratorio dove ho potuto apprendere il processo di lavorazione dei manufatti in ceramica, dalla loro lavorazione sul tornio fino alla minuziosa decorazione a mano.

Ho persino provato l’emozione di creare personalmente un piccolo vaso in argilla, con l’aiuto di un maestro esperto e molto paziente. È stato bellissimo plasmare l’argilla con le mani. A tratti sono tornata bambina, quando giocavo con la terra in campagna dai miei nonni. A tratti, invece, mi è sembrato di rivivere la famosa scena del film “Ghost” con Demi Moore…ma senza “partner in love”!

Infine, prima di uscire, mentre stavo passando davanti al negozio del museo, mi è stato impossibile resistere alla bellezza di un centrotavola che adesso si trova nella mia sala da pranzo.

Il volo in mongolfiera fa parte del Tour Rosso?

Il volo in mongolfiera non è incluso in nessuno dei tour standard della Cappadocia, ma è un’attività da prenotare separatamente. Vi sono tantissime agenzie che organizzano i voli in mongolfiera, ma la qualità dei servizi può variare notevolmente. Pertanto, vi consiglio di consultare il vostro hotel per effettuare la scelta migliore.

Tenete presente che le mongolfiere decollano solo quando le condizioni meteorologiche consentono di volare in totale sicurezza. Se state considerando un volo in mongolfiera o anche solo desiderate ammirarle da un punto panoramico, è consigliabile pianificare un soggiorno di più giorni. Durante i miei quattro giorni in Cappadocia ad agosto, le mongolfiere sono decollate solo una volta. Inoltre, è necessario alzarsi molto presto per partecipare a questa straordinaria esperienza. Se si alloggia a Göreme, che è vicino al luogo di decollo, il servizio di pick-up è previsto comunque intorno alle 4:45 del mattino!!

Dopo il volo in mongolfiera e una colazione ben meritata, potrete optare per un rilassante bagno turco (hammam) o, se avete l’energia necessaria, continuare con un Tour Rosso o Blu. Vi sconsiglio il tour verde nello stesso giorno del volo in mongolfiera, poiché questo tour è lungo e piuttosto stancante dal punto di vista fisico. Quindi, non è ideale quando dovete alzarvi alle 4:30 di mattina

Cos’altro fare in Cappadocia oltre al volo in mongolfiera e il Tour Rosso?

  • Un Tour Verde (Cappadocia meridionale) – Leggi la mia esperienza in questo articolo: Il mio Tour Verde in Cappadocia: Città sotterranea di Kaymakli, Valle di Ihlara e Cattedrale di Selime
  • Un Tour Blu (Cappadocia orientale) – Leggi la mia esperienza in questo articolo: Il mio Tour Blu della Cappadocia e i suoi tesori segreti
  • Visita il Göreme Open Air Museum o lo Zelve Open Air Museum, a seconda di quale attrazione non sia compresa nel vostro Tour Rosso
  • Assisti a una cerimonia dei Dervisci rotanti – Leggi la mia esperienza in questo articolo: Dervisci rotanti in un suggestivo caravanserraglio della Cappadocia
  • Safari in cammello
  • Safari in ATV

Il vostro hotel vi aiuterà con le prenotazioni, oppure se preferite potete rivolgervi a una agenzia locale o prenotare su portali come GetYourGuide e Viator. Attenzione alle “fregature”. Come sempre, vi consiglio di leggere le recensioni e capire bene le dimensioni del gruppo.

Buon viaggio!