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Se desideri immergerti nella magia di un bianco Natale, Tallin è una meta ideale. Potrete esplorare il mercatino di Natale con il suo albero gigantesco, camminare sulla neve soffice tra i vicoli medievali adornati di decorazioni scintillanti, ammirare gioielli architettonici, fare acquisti e gustare specialità locali. Seguitemi in questo viaggio in cui vedremo insieme come Tallin coniuga passato e tradizione con modernità e digitalizzazione, e scopriremo che qui in Estonia Babbo Natale ha qualcosa di speciale.

Tallin si trasforma in un luogo magico durante il periodo natalizio, quando le strade, in contrasto con l’ordinario affollamento estivo, si vestono di un’atmosfera intima. La neve copiosa e le scintillanti decorazioni natalizie si armonizzano con l’architettura da fiaba della città, creando uno spettacolo visivo senza paragoni. Seguitemi in questo viaggio e scommetto che anche voi cederete al fascino di Tallin!

Storia delle tradizioni natalizie di Tallin

Le dominazioni subite da Tallin nel corso dei secoli hanno plasmato le tradizioni natalizie locali.

I primi abitanti erano di origine ungro-finnica, un fatto che spiega perché il Babbo Natale estone, Jõuluvana, parli questa lingua antica. Jõuluvana si traduce in “Vecchio (vana) Natale (Jõulud)”, con Jõulud che deriva dalla radice scandinava “jul” che significa “ciclo”. Originariamente il Natale commemorava il solstizio d’inverno, un rito radicato nella tradizione pagana, che includeva la consuetudine di bruciare un albero. È da queste antiche tradizioni pagane che deriva anche la credenza negli elfi. In Estonia durante le festività natalizie, gli elfi riempiono di dolcetti le pantofole lasciate dai bambini sul davanzale della finestra e si occupano di consegnare le letterine a Babbo Natale.

Nel XIII secolo, durante le crociate nordiche, Tallin fu sottoposta all’imposizione del Cristianesimo. Nel 1219, la città fu conquistata dai Danesi, con il benestare del Papa, e nel 1346 fu venduta ai Cavalieri teutonici, un ordine monastico-militare. Nonostante l’arrivo del cristianesimo abbia introdotto la celebrazione del Natale, le tradizioni pagane non sparirono del tutto. Il primo documento che menziona la sauna di fumo, tipica dell’Estonia, risale a questo periodo. Ma in che modo sono coinvolte le tradizioni pagane? Nei tempi antichi, la sauna era considerata un luogo di cura, dove i guaritori riscaldavano gli ambienti secondo precisi rituali, e curavano i pazienti con erbe e pratiche magiche. Ancora oggi è una tradizione estone che il 24 dicembre tutta la famiglia partecipi ad una sauna e una lauta cena. In passato, era consuetudine servire fino a 12 portate e lasciare del cibo sul tavolo per gli antenati che si credeva visitassero la casa quella sera!

Nel 1285 Tallin divenne membro della Lega Anseatica, inaugurando un periodo di grande prosperità per la città. Quale nuova tradizione portarono i mercanti tedeschi lungo i porti baltici? La decorazione dell’albero di Natale!

Nei primi anni della Riforma, Tallin si convertì al protestantesimo e nel 1561 fu conquistata dagli Svedesi. A tale periodo risale la tradizione della Pace di Natale, introdotta dalla regina Kristina di Svezia. La Pace di Natale ancora oggi viene dichiarata annualmente il 24 dicembre dal Presidente dell’Estonia per promuovere la pace tra i suoi connazionali.

Nel 1710 durante la Guerra del Nord, Tallin fu conquistata dall’esercito dello Zar che impose la religione ortodossa. Nel corso delle guerre mondiali la città fu soggetta a periodiche conquiste da parte di Tedeschi e Russi. È proprio grazie al rinnovato contatto con la cultura tedesca che si può far salire la tradizione risalente al secolo scorso di allestire l’albero di Natale anche all’interno delle case. Nel 1991, con il crollo dell’Unione Sovietica, Tallin venne proclamata capitale dell’Estonia e avviò un processo di ricostruzione e modernizzazione.

L’Estonia, rinomata oggi come una delle nazioni digitali più avanzate d’Europa, dimostra un’elevata digitalizzazione con il 99% dei servizi accessibili online. Non sorprende quindi che si possa localizzare, scegliere ad acquistare digitalmente l’ albero di Natale attraverso un’app mobile sviluppata dal Centro Statale Estone di Gestione delle Foreste.

Cosa vedere a Tallin?

Nel medioevo la città si è protetta cingendosi di mura massicce e torri difensive, molte delle quali sono ancora oggi visibili e magnificamente conservate. Questo affascinante centro storico è stato riconosciuto Patrimonio mondiale dell’Umanità dall’UNESCO nel 1997. Iniziamo la nostra passeggiata nel cuore antico della città.

Municipio e piazza del Municipio (Raekoja Plats)

L’ampia Piazza del Municipio è circondata da edifici dalle sfumature pastello e dominata dall’imponente municipio gotico. Al centro della piazza, ogni anno, viene eretto l’albero di Natale, perpetuando una tradizione antichissima. Si narra che nel lontano 1441 la Confraternita delle Teste Nere di Tallin abbia collocato il primo albero di Natale in questa piazza, trasformando così Tallin nella prima città europea ad esibire pubblicamente un albero natalizio. Tuttavia, una diatriba senza fine è sorta con la città di Riga, in Lettonia, che rivendica il medesimo riconoscimento.

Non pensate che venga collocato in piazza un albero qualsiasi! La selezione dell’albero avviene attraverso una competizione scrupolosa, gestita da un comitato che decide secondo criteri ben precisi: l’albero deve essere alto 15-18 metri, vantare un fogliame fitto e una forma simmetrica. Le candidature, che rimangono aperte fino alla fine di settembre, culminano con l’annuncio dell’albero vincitore da parte dei giudici nel mese di novembre, poco prima dell’inaugurazione del Mercato di Natale.

Trattandosi di un albero importante, indovinate chi si fa carico di portarlo in piazza? Proprio Babbo Natale in persona! Mentre l’albero viene posizionato, Babbo Natale, da vero divo, intrattiene i suoi “followers” con le immancabili foto di rito e la distribuzione delle caramelle. Nei giorni a seguire, l’albero viene decorato, e nella prima domenica di Avvento, in occasione dell’inaugurazione del Mercato di Natale, viene acceso. Chiunque dovesse perdersi questo evento, avrà comunque la possibilità di incrociare Babbo Natale nei giorni successivi. Ebbene sì, la Vigilia di Natale mentre in altri paesi Babbo Natale consegna i doni di notte quando tutti dormono, in Estonia bussa alla porta principale e chiede una canzone, un balletto o una poesia in cambio dei doni che dispensa.

Il Mercatino di Natale si anima di bancarelle che sono un tripudio di colori e odori. Il dolce aroma del pan di zenzero, il profumo di salsicce succulente accompagnate da patate e crauti, l’aroma del vino speziato caldo (glogg) e del liquore Vana Tallinn avvolgono tutta la piazza in una coccola di fragranze invernali. Le tentazioni offerte dalle bancarelle spaziano dal sanguinaccio, ai prodotti artigianali come guanti, cappelli, sciarpe e maglie di lana e preziosi oggetti in ambra. Le note della musica natalizia si fondono con le risate dei bambini contribuendo a creare un’atmosfera di festa coinvolgente. Ho provato una forte emozione passeggiando in questa piazza che sapeva di antico, tra le bancarelle illuminate e persone sconosciute, mentre leggeri fiocchetti di neve mi accarezzavano il viso. E dall’alto qualcuno mi guardava…Chi? Il Vecchio Tommaso (Vana Toomas)!

Il Vecchio Tommaso è la banderuola segnavento che fu posizionata in cima alla torre del municipio nel 1530. Raffigura un guerriero-contadino chiamato Tommaso che si distinse in una competizione di tiro con la balestra. Fu premiato con il lavoro di guardiano della città. Tommaso aveva l’abitudine di regalare ai bambini caramelle e dolcetti. Quando morì, i bambini chiedevano del “vecchio Tommaso”. Per soddisfare questa richiesta, la sua effigie fu sistemata come banderuola sulla torre municipale, dando vita alla leggenda che di notte Tommaso lasci caramelle sul cuscino dei bambini buoni. La banderuola originale fu colpita dai bombardamenti sovietici nel 1944 e dopo il restauro della guglia fu sostituita da una copia. L’originale è in mostra nel Municipio di Tallin.

Un altro edificio interessante di questa piazza è la farmacia del municipio (Raeapteek), che è la più antica farmacia ancora in attività nello stesso edificio in tutta Europa. Benché il terzo proprietario documentato risalga al 1422, le sue origini si perdono nei secoli precedenti.

Nei tempi antichi, il farmacista rivestiva anche il ruolo di medico della città. La Raeapteek non era quindi solo un luogo dove acquistare le medicine, ma anche un luogo in cui le persone cercavano consigli e addirittura assistenza spirituale. La farmacia offriva una vasta gamma di balsami, oli, unguenti e persino preparazioni insolite come api ed istrici bruciate ed olio di lombrico. Una parte dell’edificio è stata trasformata in un museo permettendo ai visitatori di immergersi nel suo affascinante passato.

Intorno alla piazza, l’incanto continua passeggiando tra numerose strade e vicoletti. Ecco quelli che hanno catturato maggiormente la mia attenzione.

Saiakang

Percorrendo questo vicoletto che dalla Piazza del Municipio porta a Pikk, sono giunta ad un caffè, di fronte al quale ho visto questi simpaticissimi pupazzi di neve sorridenti. Ogni giorno erano diversi. Evidentemente, dopo le nevicate notturne, l’artefice dei pupazzi li rimodellava, regalando nuovi sorrisi sia a loro che a me, che ci passavo davanti ogni giorno.

Pikk

Questa lunga strada acciottolata, costeggiata da tanti negozi, ristoranti, bar e caffè, è molto pittoresca.

Sul tetto di un edificio all’incrocio tra Pikk and Hobusepea, la mia attenzione è stata attirata da una scultura, nota come “il Vecchio pervertito”, raffigurante un uomo con boccoli grigi ed occhiali. Si racconta che la casa dove è collocata la scultura appartenesse a un mercante e che una sera sua moglie, mentre si stava spogliando, notò dalla finestra un uomo che la spiava dal palazzo di fronte. Il mercante allora fece scolpire la statua e la posizionò sopra la facciata del palazzo. Così, se il “guardone” avesse osato spiare di nuovo, il suo “doppio” lo avrebbe ripagato con la stessa moneta.

Passaggio di Santa Caterina

Il Passaggio di Santa Caterina è un pittoresco vicolo medievale che collega la via Vene e la via Müürivahe. Questo vicolo prende il nome dai resti della Chiesa di Santa Caterina. Una serie di archi adorna il vicolo, rendendolo un luogo molto fotografato. Quando l’ho visitato per la prima volta, non c’era nessuno e ho esultato pensando di poterlo fotografare con tutta tranquillità. Tuttavia, ho presto compreso il motivo di questa “solitudine” quando sono caduta tre volte cercando di percorrere appena due metri. La neve si era ghiacciata, trasformando il passaggio in una sorta di pista da pattinaggio. Il giorno successivo, invece, dopo una nevicata, era ricoperto da neve soffice, e l’ho percorso tutto fermandomi ogni tanto a guardare i suoi affascinanti negozi, gallerie d’arte e caffè.

Non distante dal Passaggio di Santa Caterina, sorge il chiostro di un antico monastero domenicano (Dominiiklaste klooster) che ha vissuto un passato travagliato. Dopo essere stato colpito dalla riforma luterana, subì saccheggi ed un incendio devastante. Vi parlo di questo luogo poiché ospita al pianterreno una stanza che custodisce il cosiddetto “pilastro dell’energia”, ritenuto una fonte di un misterioso potere. Si crede che appoggiandosi ad esso, si possa trarre forza sia fisica che spirituale. Attualmente, il complesso è stato trasformato in museo ed è sede di concerti e spettacoli.

Porta Viru, in Musumägi

Due imponenti torri accolgono i visitatori che arrivano dal lato orientale della città. Nella piazza difronte alle torri sono disposti in fila tanti negozi di fiori. Il contrasto tra la neve candida e la profusione di fiori freschi e colorati crea un contrasto sorprendente. Una volta oltrepassate le due torri si entra in una bella via con numerose luminarie.

Lo spazzacamino portafortuna, in Suur-Karja

Ho scoperto per caso questa statua dalla storia affascinante. A causa del freddo intenso, il mio cellulare si era scaricato. Non potendo utilizzare Google Maps, mi sono persa. Come dico sempre, perdersi può portare a piacevoli scoperte come questa.

In passato, in Estonia, gli spazzacamini indossavano uniformi con bottoni dorati, considerati “portafortuna”. Poiché alcune persone cercavano di appropriarsi dei bottoni, gli spazzacamini di Tallinn finivano spesso con l’indossare giacche con qualche bottone mancante. Oggi si crede che porti fortuna toccare un bottone della giacca della statua. Potevo davvero non onorare la tradizione?

A soli due minuti a piedi dalla statua dello spazzacamino, presso la Design and Architecture Gallery lungo Pärnu mantee, troverete PiparkoogiMaania, una mostra dove ogni anno cento artisti estoni presentano creazioni in pan di zenzero in linea con il tema dell’anno. Durante la visita, avrete la possibilità di partecipare a workshop per imparare le basi della lavorazione del pan di zenzero!

Collina di Toompea

Secondo una leggenda, la collina di Toompea custodisce la tomba del gigante Kalev, il fondatore di Tallin. Si narra che la moglie di Kalev, Linda, abbia costruito la tomba pietra dopo pietra sopra sopra il corpo del marito. Su questa collina vi sono vari punti panoramici. Il mio preferito si trova a Patkuli e regala una vista mozzafiato su pittoresche guglie, torri, tetti rossi innevati, tra i quali spuntano le gru dei cantieri edili, forse per non far avverare una leggenda funesta.

Nelle vicinanze di Tallin, si trova un lago chiamato Űlemiste. Si narra che nelle profondità delle sue acque risieda il Vecchio del Lago Űlemiste, il vecchio guardiano del lago. Di tanto in tanto, fa visita a Tallin e chiede a chi incontra se la costruzione della città sia completata. Se la risposta è negativa, il guardiano del lago ritorna nel lago, fino alla prossima visita. Tuttavia, se si risponde affermativamente il guardiano ordinerà al lago di inondare Tallin, distruggendola. Quindi, mi raccomando…ricordate bene come rispondere qualora il Vecchio del Lago Űlemiste interrogasse proprio voi quando siete a Tallin.

Cattedrale di Aleksandr Nevskij

Sulla collina di Toompea, troneggia l’imponente Cattedrale ortodossa di Aleksandr Nevskij. Fu eretta nel XIX secolo durante il regno dello zar Alessandro III con l’intento di imporre la cultura russa. Al suo interno ospita una preziosa collezione di icone religiose. Un racconto affascinante circonda le origini della cattedrale. Si narra che durante la fase di scavo delle fondamenta della cattedrale, furono scoperte delle misteriose porte di ferro recanti l’iscrizione “che sia dannato chiunque osi disturbare il mio sonno”, corredata dal nome di Kalev. Se pur con apprensione, gli operai terminarono i lavori. Tuttavia, ben presto emersero evidenti problemi strutturali sotto forma di grandi crepe che minacciavano la stabilità dell’edificio. Alcune persone credono che la presunta maledizione legata all’iscrizione abbia influito sulla necessità di continui restauri, come se una forza sovrannaturale stesse influenzando la durata e la solidità dell’edificio. Indipendentemente da questa leggenda, la cattedrale di Aleksandr Nevskij è una meta affascinante.

Castello di Toompea

Di fronte alla Cattedrale di Aleksandr Nevskij, sorge il castello di Toompea, edificato tra il XII e XIII secolo. Il castello ha rappresentato un baluardo difensivo della città fino all’invasione dei Danesi che sovrapposero alla struttura originale in legno un castello in pietra. Non a caso, il toponimo “Tallin” deriva dall’estone “Taani-linna”, che tradotto significa “castello danese”. Nel corso dei secoli il castello di Toompea è stato modificato dai dominatori che si sono succeduti. La trasformazione più recente fu opera di Caterina La Grande di Russia, che ha impreziosito l’edificio con l’attuale facciata barocca color rosa. Attualmente il Castello di Toompea è sede del Riigikogu, il Parlamento estone, ed è aperto alle visite con tour guidati.

Cattedrale di Tompea (Toomkirik)

Oltre alla Cattedrale di Aleksandr Nevskij, sulla collina di Toompea si trova un’altra cattedrale, sviluppata su una chiesa fondata dai danesi nel 1219. Pochi anni più tardi qui vi giunsero monaci domenicani che desideravano fondare un monastero. Nel 1233 vennero sterminati in un conflitto tra i Cavalieri Portaspada dell’Ordine Livoniano e i vassalli legati al Papa. La chiesa fu sconsacrata e riconsacrata nel 1240 come chiesa cattolica intitolata alla Vergine Maria. Con la riforma protestante, diventò la Cattedrale luterana di Tallin. Se ve la sentite di salire 143 gradini, dalla cima del campanile potrete godere una bella vista!

Il Giardino del Re Danese

Scendendo da Toompea verso la parte bassa del centro storico, si trova uno dei miei angoli preferiti di Tallin, il Giardino del Re Danese, da cui si gode una bella vista sulla città. Si chiama così in onore del re Danese Valdemar che nel 1219 espugnò Toompea dopo un’ardua battaglia.

Secondo un’antica leggenda, dove oggi sorge il giardino, durante quei combattimenti scese dal cielo una bandiera rossa con una croce bianca. Da quel momento, le sorti della battaglia volsero a favore del re Valdemar II. Quella bandiera è diventata la Dannebrog, la bandiera danese che ancora oggi viene festeggiata il 15 giugno nel Giardino del Re Danese.

La leggenda narra anche che in questo luogo vaghino i fantasmi dei monaci domenicani uccisi durante la distruzione del vicino monastero di cui ho parlato prima. Per ricordare questo evento, nel 2015 sono state erette tre sculture in bronzo raffiguranti tre monaci, alte circa 2.5 metri. Non ho avvertito “presenze”, ma solo un’atmosfera di pace e tranquillità. Ho amato talmente tanto questo luogo che durante il mio soggiorno di quattro giorni a Tallin vi sono tornata tre volte. È un luogo dall’atmosfera speciale ed il fatto che durante le mie visite non abbia incrociato nessun altro visitatore, mi ha portato a fantasticare che fosse un luogo segreto. Segreto ovviamente non è, ma sicuramente è segreto l’angolo del cuore in cui custodisco il giardino.

Poco distante, svetta anche una torre di artiglieria del XIII secolo chiamata Kiek-in-de-Kok che in tedesco antico significa “sbircia in cucina”. Si narra che i soldati posti di guardia in cima alla torre potessero scrutare cosa stessero cucinando nelle case della parte bassa della città. La torre fu danneggiata dalle truppe russe ma ricostruita. Fino al XX secolo la torre è stata adibita a magazzino, ma oggi ospita un museo.

Quartiere di Kadriorg

Non distante dalla città antica, lo Zar Pietro il Grande fece costruire un palazzo immerso in un grandissimo parco con giardini, fontane ed un lago dedicandoli alla moglie Caterina. “Kadriorg”, infatti, significa “la valle di Caterina”.

Quando sono andata a Kadriorg c’era mezzo metro di neve e la bambina che è in me si è divertita da matti a rotolarcisi! Ho visitato anche il vicino Museo Kumu, il museo d’arte più grande dell’Estonia e contiene opere d’arte davvero particolari.

Kalamaja

Kalamaja è una zona trendy piena di ristoranti e caffè, ed è caratterizzata da case in legno colorate, molto fotografate. Altre attrazioni sono una ex prigione, il museo marittimo del porto degli idrovolanti, ed il museo etnografico all’aperto. Qui sono esposti oltre 100 edifici del XVIII e XIX secolo provenienti da tutta l’Estonia che mostrano come si viveva nei tempi antichi. Durante le feste natalizie il museo etnografico ospita il Christmas village che consente di esplorare le più antiche tradizioni natalizie della regione.

Un’area di interesse è anche Telliskivy creative city, un centro culturale ricavato in un ex complesso industriale interamente recuperato. Oggi è sede di studi, atelier di artisti, centri culturali, teatri e club. Gli amanti di street art possono deliziarsi con bellissimi murales.

Noblessner

Noblessner è noto per la sua architettura contemporanea, la vista panoramica sul mare e l’atmosfera artistica. In passato, il quartiere è stato un importante centro industriale e portuale. Prende il nome, infatti, da due industriali locali, Noblessner e Unger, che fondarono un cantiere navale e una fabbrica di sottomarini in questa area nel XIX secolo.

Recentemente, Noblessner è stato oggetto di una ristrutturazione e riqualificazione urbana, trasformandosi in un quartiere moderno e vivace, dove a dicembre si respira una bella atmosfera natalizia. Il progetto di riqualificazione ha incluso la creazione di abitazioni residenziali, spazi pubblici, aree verdi, ristoranti, caffè, gallerie d’arte, uffici e negozi. Shishi Home offre un’ampia scelta di decorazioni per l’albero di Natale.

Un “caldo” consiglio finale: Provate la sauna di fumo!

Concludo il mio racconto di viaggio a Tallin con un consiglio che potrebbe rendere il vostro soggiorno ancora più indimenticabile. Dopo aver sfidato il freddo inverno estone, non c’è nulla di più gradevole di una sauna. Questo antico rituale non solo riscalda il corpo, ma regala una sensazione di benessere generale.

Esistono vari tipi di sauna ma la più tradizionale è la sauna di fumo. Alcune pietre vengono riscaldate attraverso la combustione controllata di legno, generando fumo che circola nella cabina. Una volta che le pietre sono sufficientemente riscaldate, il fumo viene dissipato attraverso una finestra e l’acqua viene gettata sulle pietre per produrre vapore, creando così umidità all’interno della sauna. Durante la sauna, potete battere il vostro corpo con fasci di rami di betulla, chiamati viht, per stimolare la circolazione sanguigna. In saune in cui gli uomini sono separati dalle donne, è pratica comune in Estonia fare la sauna completamente nudi. In una sauna mista, invece, potete cingervi con un asciugamano o indossare il costume da bagno.

Buone festività natalizie a Tallin!