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Questo articolo vi porterà lungo la Via della Seta in Cappadocia, nello storico caravanserraglio di Saruhan, dove potrete assistere a una suggestiva cerimonia dei Dervisci rotanti. Resterete quasi ipnotizzati a vedere i Dervisci girare di continuo su stessi per vari minuti. Vi porterò alla scoperta dell’origine di questo ordine islamico Sufi, la loro spiritualità e il simbolismo che si cela dietro la loro danza, musica ed abiti. E se vi state chiedendo come facciano i Dervisci a ruotare su sé stessi senza provare le vertigini, continuate a leggere questo articolo e lo scoprirete.

Qual è la storia dei Dervisci rotanti?

I Mevlevi, conosciuti comunemente come Dervisci Rotanti, sono un ordine della corrente mistica dell’Islam che pratica il Sufismo. L’ordine dei Mevlevi fu fondato circa 750 anni fa a Konya, nella Turchia centrale, da Mevlâna M. Celâddin-i Rumi, studioso, musicista, poeta e filosofo mistico. Il sufismo ha incontrato sia sostenitori che lo considerano espressione di spiritualità autentica sia detrattori che lo considerano una minaccia per l’ortodossia. Nel 1925 il governo turco ha bandito la danza rotante dei Dervisci, per ripristinarla nel 1953 ma come una curiosità culturale.

Qual è il significato della danza rotante dei Sufi?

Rumi aveva notato che i movimenti rotatori sono parte essenziale del cosmo. Se ci pensate, la sua intuizione è stata confermata dalla scienza moderna. Basti pensare al movimento rotatorio dei corpi celesti o a quello degli elettroni intorno al nucleo di un atomo. Per analogia, secondi i Sufi, i movimenti rotatori dei Dervisci replicano le dinamiche naturali del creato, diventando un atto di comunione intima con Dio.

I Dervisci ruotano con le braccia aperte, che simboleggiano la transizione dalla reclusione nella vita mortale alla liberazione estatica dello spirito. La mano destra ha il palmo rivolto verso l’alto per ricevere i doni divini e la sinistra verso il basso per estendere al i doni al pubblico.
Il significato della danza rotante è connesso alla stessa etimologia della parola “Derviscio”, derivante dal persiano darwish che significa “la soglia della porta”. Tramite l’intermediazione dei dervisci rotanti, infatti, lo spazio si trasforma in un luogo sacro. Come?

La conversione spaziale si realizza a tre livelli. Il primo riguarda la trasformazione interiore dei Dervisci stessi, attraverso la dissoluzione del proprio ego per far spazio al Divino. Il secondo livello riguarda la trasformazione dello spazio esterno dato che la danza rotante anima la terra di spiritualità. Infine, il terzo livello riguarda il pubblico che può vivere il luogo della cerimonia non più come luogo fisico, fatto di spazi personali ed indipendenti, bensì come luogo metafisico comune e relazionale. Affascinante, vero?

Come sono vestiti i Dervisci?

I Dervisci indossano i seguenti indumenti ed accessori:

  • Giacche bianche (destegul) e ampie gonne bianche (tennure) che simboleggiano il sudario dell’ego umano che seppellisce lo spirito;
  • Cappelli conici in lana o feltro (sikke) che rappresentano la pietra tombale del proprio ego;
  • Una cintura (kemer), avvolta tre volte intorno alla vita che rappresenta i tre gradi di illuminazione a cui il Derviscio desidera ascendere;
  • Un mantello nero (hirka) che simboleggia la tomba dell’esistenza umana per lo spirito;
  • Le scarpe (çarık) sono semplici, in pelle, senza lacci, con una suola sottilissima e flessibile per consentire di sentire bene il pavimento durante le rotazioni.

Perché i Dervisci non hanno le vertigini?

Le vertigini si manifestano quando il nostro cervello riceve informazioni contrastanti dai nostri occhi, e dall’organo dell’equilibrio, composto da tre canali semicircolari, che si trova all’interno delle nostre orecchie (nella foto in basso). Quando siamo, per esempio, in auto per i nostri occhi l’interno del veicolo è fermo, mentre il nostro orecchio interno, percepisce il movimento. Questo conflitto di informazioni causa la cinetosi, vale a dire il malessere associato al movimento che si esprime con nausea, vomito, vertigini. Ovviamente, non tutti reagiscono allo stesso modo al movimento e i sintomi della cinetosi possono variare da persona a persona.

I Dervisci non provano cinetosi grazie a varie strategie, di seguito elencate.

Maniera di ruotare: La rotazione avviene in modo continuo e fluido attorno ad un asse che passa per la gamba sinistra, il cuore e la testa, evitando scuotimenti e, pertanto, la stimolazione dell’organo dell’equilibrio nell’orecchio. Inoltre, la testa inclinata verso destra di circa 25 gradi e girata leggermente verso sinistra stimola allo stesso modo i canali semicircolari dell’orecchio interno. I Dervisci tengono gli occhi semichiusi, e guardano un punto fisso. Questo permette al cervello di ricevere informazioni visive sul movimento che sono coerenti con le sensazioni del sistema vestibolare.

Abitudini alimentari: I Dervisci non danzano mai a stomaco pieno ed evitano cibi grassi che aumentano l’acidità gastrica, per ridurre la pressione sanguigna nel cervello.

Abbigliamento: La gonna si apre in una ruota durante la rotazione creando forze centrifughe che contribuiscono a diminuire il rischio di scuotimento.

Stato mentale: Durante la rotazione i Dervisci ruotano per vedere il Divino in ogni direzione e prendere la sua luce da tutte le direzioni. Questo stato mentale crea uno stato di rilassamento controllato e mantiene la pressione sanguigna a livelli normali. È un po’ come una meditazione in movimento!

Inoltre, i Dervisci fanno moltissima pratica per raggiungere questo livello di controllo!
Avete mai pensato che quando soffriamo il mal d’auto o di nave, stiamo meglio ci posizioniamo al centro di gravità del veicolo, non abbiamo lo stomaco troppo pieno, non ci agitiamo, riduciamo i movimenti della testa e fissiamo un punto fisso all’orizzonte? Sono gli stessi principi scientifici alla base della danza dei Dervisci!

Quali strumenti musicali accompagnano i Dervisci rotanti?

Il rituale in cui danzano i Dervisci rotanti si chiama Semâ ed è stata inserita nella lista del Patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO. Semâ significa “ascolto”. Di cosa? I Dervisci ascoltano suoni di strumenti musicali ed espressioni vocali che aiutano a raggiungere uno stato di estasi. Gli strumenti comprendono un flauto di canna (ney), un piccolo tamburo (kudum) e un liuto (ud). È soprattutto il ney che con il suo suono triste simboleggia la tristezza per la separazione dell’animo umano da Dio e guida coloro che lo ascoltano a ricordare le loro origini e connessione primordiale con Dio.

Come si svolge la cerimonia dei Dervisci?

La Semâ è composta da quattro parti, e dura complessivamente circa un’ora.

  1. Inno di lode al Profeta Maometto
    I Dervisci entrano in scena guidati dal loro leader, lo Shaykh. Nella prima fase, un cantante solista recita un elogio al profeta Maometto. Nella seconda fase, seguono colpi di tamburo che simboleggiano il comando di Dio citato nel Corano: “Sii!”. Nella terza fase, si ode il suono del flauto che rappresenta il soffio di Dio che dà vita a tutte le creature.
  2. Cerchio di Sultan Veled
    I Dervisci girano intorno alla sala per tre volte, in onore del figlio di Rumi, Sultan Veled, che alla morte del padre contribuì a strutturare la cerimonia dei Dervisci. All’inizio di ogni giro, si inchinano ai loro compagni. Terminati gli inchini si tolgono i mantelli neri per simboleggiare che stanno dando le loro spalle alla loro esistenza terrena per avvicinarsi a Dio. Quindi, si dispongono in cerchio per iniziare a ruotare.
  3. I quattro intervalli o Selâm
    I Selâm rappresentano la parte principale della cerimonia e rappresentano ciascuno la progressione della trasformazione spirituale dei Dervisci durante il rito, dalla consapevolezza della loro natura umana e del creato, fino all’ estasi mistica e alla comunione con Dio. Alla fine degli intervalli i Dervisci hanno terminato il loro viaggio mistico, ritornano al ruolo terreno di servitori di Dio. Quindi, rindossano i loro mantelli neri e i siedono.
  4. Lettura del Corano e preghiera
    Lo Shaykh recita il Corano e prega per le anime di tutti i profeti e credenti. Successivamente, i Dervisci escono dalla sala seguendo il loro Shaykh.

Le donne possono diventare Dervisci rotanti?

Storicamente, solo Dervisci uomini potevano danzare in semas pubblici. Tuttavia, in tempi più recenti, alcuni gruppi hanno consentito alle donne di partecipare, generando non poche critiche da parte di coloro che difendono la tradizione. Il primo gruppo ad avere Dervisci rotanti donne provenienti da vari paesi del mondo si chiama “Gli amanti contemporanei di Mevlana”.

Dove assistere ad una cerimonia dei Dervisci rotanti in Cappadocia?

Durante la mia vacanza in Cappadocia ho avuto modo di assistere ad una cerimonia di Dervisci rotanti nel suggestivo Caravanserraglio di Saruhan, a circa 15 Km da Göreme. Questo monumentale caravanserraglio risalente al XIII secolo ha una superficie di ben 2000 mq circa.

I caravanserragli erano edifici simili a fortezze che furono originariamente istituiti per scopi militari e per difendere la sicurezza delle frontiere. In tempo di pace, vennero usati per scopi commerciali, diventando punti gratuiti di ristoro e protezione dai banditi per i mercanti che con le loro carovane viaggiavano lungo l’antica via della seta, che univa l’Estremo Oriente con l’Europa. Oltre ad alloggi, i caravanserragli comprendevano magazzini, stalle, una infermeria e botteghe di calzolai.

Con la scoperta di Capo Buona Speranza e l’accesso all’ oriente via mare, i caravanserragli persero gradualmente la loro importanza commerciale e divennero luoghi di ristoro per i pellegrini che andavano alla Mecca.

Oggi il caravanserraglio di Saruhan è un interessante museo che, oltre allo spettacolo dei Dervisci rotanti, ospita vari eventi.

Dove assistere ad una cerimonia dei Dervisci rotanti a Istanbul?

A Istanbul potete assistere a uno spettacolo dei Dervisci rotanti presso il Galata Mevlevi House Museum, e presso altri centri che qui.

Dove assistere ad una cerimonia dei Dervisci rotanti a Konya?

Potete assistere a una cerimonia autentica di Dervisci rotanti al Centro Culturale di Mevlana (Mevlana Kültür Merkezi) a Konya, proprio nella città dove fu fondato l’ordine dei Mevlevi! Tra l’altro a Konya, potrete visitare anche la tomba di Mevlana/Rumi.

Vale la pena assistere ad una cerimonia dei Dervisci Rotanti?

Assistere ad una cerimonia dei Dervisci Rotanti è stata per me un’esperienza davvero affascinante che mi ha portata indietro nei secoli e mi ha avvicinato a una spiritualità diversa dalla mia. Il vento creato dalle gonne rotanti dei Dervisci durante la cerimonia era suggestivo di uno “spirito” che aleggiava nella stanza. I movimenti rotatori continui, il fruscio delle scarpe sul pavimento di legno, il canto a me incomprensibile e la musica hanno avuto un effetto rilassante, quasi ipnotizzante. Che si condivida o meno il credo dei Dervisci, sicuramente mi sono sentita parte della cerimonia. È stata una esperienza culturale nuova, e pertanto interessantissima.

Pensate che fino a qualche settimana prima di andare in Cappadocia, nemmeno sapevo bene chi fossero i Dervisci rotanti. Ne sono venuta a conoscenza per caso a Saint Gallen, in Svizzera, pensate un po’!! Al Museo Tessile di Saint Gallen avevo visto una mostra dedicata al color bianco dei tessuti, tra cui quelli utilizzati per i Dervisci. Da lì ho fatto le mie ricerche, e mi sono appassionata alla storia dei Dervisci. Quindi quando sono andata in Turchia, come avrei potuto mancare a una loro cerimonia?

Il consiglio che mi sento di darvi se volete assistere a una cerimonia dei Dervisci rotanti è di andarci “preparati”. Se avete letto questo articolo, avete già delle discrete basi. In ogni caso, mi permetto di estendere questo consiglio sulla preparazione ogniqualvolta vi accostiate a culture diverse dalla vostra. Potete sicuramente ricevere aiuto dalle guide turistiche, dalle brochure di viaggi e dal mio blog, ma soprattutto parlate con la gente del luogo e fate esperienze dirette! Non siate solo spettatori passivi del vostro viaggio, ma protagonisti curiosi, con estremo rispetto ed in punta di piedi. Ora, però, non improvvisatevi Dervisci rotanti perché altrimenti dopo due minuti vi ritrovereste distesi a terra con tutta la stanza che gira intorno a voi.

A proposito, le strategie contro la cinetosi sono valide anche sul dorso di dromedari e cammelli, le cosiddette “navi del deserto”. Buon viaggio da me e da Nazli, in foto.