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Esplora la Cappadocia meridionale con un tour straordinario che ti condurrà alla stupefacente città sotterranea di Kaymakli e la suggestiva cattedrale di Selime. Potrai praticare trekking nella lussureggiante Valle di Ihlara ed ammirare le sue chiese rupestri. Non mancheranno soste panoramiche per catturare scatti mozzafiato, tra cui la pittoresca Valle dei Piccioni, e per acquistare prodotti locali. Se hai già effettuato un Tour Rosso e desideri un altro tour che coniughi natura e cultura, prenota un posto in un Tour Verde!

Il Tour Verde è una delle attrazioni principali della Cappadocia, collocandosi in termini di popolarità subito dopo il volo in mongolfiera e la visita ai Camini delle Fate. Senza un’auto a disposizione non riuscireste ad esplorare la regione del Tour Verde, tantomeno in un solo giorno e senza una guida. Molte agenzie locali di viaggi offrono il Tour Verde, con qualche variazione nell’ordine di visita alle attrazioni e nella scelta della città sotterranea, che può essere Kaymakli o Derinkuyu. Nel mio tour, abbiamo iniziato con una visita a Kaymakli, che a mio parere è preferibile a Derinkuyu perché più facilmente esplorabile. Darò maggiori dettagli in merito alle differenze tra le due città sotterranee più avanti nella sezione sui consigli di viaggio. Pronti per un Tour Verde? Seguitemi!

Città sotterranea di Kaymakli

Le città sotterranee rappresentano insediamenti rupestri che vennero scavati in epoche molto antiche. Si conoscono circa 150-200 insediamenti sotterranei in Cappadocia, ma è probabile che ve ne esistano ancora molti altri. Secondo alcuni, tali città sotterranee risalgono ai tempi degli Ittiti, che le edificarono tra il XV e il XII secolo a.C. presumibilmente come misura di difesa contro i Frigi. Una teoria alternativa suggerisce, invece, che queste città siano state costruite dai Frigi tra il VII e l’VIII secolo a.C., dal momento che è comprovato che i Frigi fossero abili architetti. Poiché queste città sono state scavate direttamente nella roccia naturale, i metodi archeologici tradizionali per datarne l’origine non danno risposte certe. Quindi l’origine delle città sotterranee resterà sempre avvolta da un alone di mistero.

Le città sotterranee furono utilizzate come rifugi temporanei non solo dai Cristiani che cercavano di sfuggire alla persecuzione dei Romani pagani, ma anche dal resto della popolazione come protezione dalla minaccia di invasori stranieri. Infatti, quando gli eserciti dei Persiani e dei Mongoli attraversarono l’Anatolia centrale in cerca di prigionieri e bottino, queste città sotterranee consentivano alle popolazioni locali di trovare riparo e resistere agli attacchi delle armate nemiche. Gli abitanti della regione continuano ancora oggi a utilizzare alcuni tunnel delle città sotterranee come cantine, aree di stoccaggio e stalle a cui si accede attraverso i cortili delle loro case.

Chiamata originariamente Enegup, la città sotterranea di Kaymakli è composta da 8 piani sotterranei, ma solo quattro sono accessibili al pubblico in questo momento, e sono organizzati intorno a 26 condotti di ventilazione.

Il primo piano della città sotterranea era dedicato alle stalle, anche se le dimensioni ridotte di questa area suggeriscono che potrebbero esistere altre stalle in sezioni ancora non aperte al pubblico. Un passaggio a sinistra delle stalle conduce a una porta in pietra da mulino che porta alla chiesa, mentre a destra del corridoio ci sono stanze scavate che fungevano da aree abitative.

Il secondo piano ospita una chiesa con una navata singola, due absidi ed un fonte battesimale. Di fronte alle absidi si trova un altare, mentre ai lati sono presenti delle piattaforme per sedersi. Anche in questo piano sono presenti alcune aree abitative.

Le parti più intriganti della città sotterranea si trovano al terzo piano che comprende numerose aree di stoccaggio, presse per il vino e per l’olio, cantine e cucine con forni speciali scavati nel pavimento chiamati tandir. Inoltre, si può osservare un blocco di andesite con un rilievo che ha recentemente attratto l’attenzione degli studiosi. Alcune ricerche hanno dimostrato che questa pietra era utilizzata come crogiolo per il rame. Sono state scavate 57 buche sulla superficie della pietra per poter utilizzare questa tecnica di lavorazione del rame, una pratica con radici antiche.

Al quarto piano si possono osservare zone di deposito, spazi per le giare e cantine. Un condotto di ventilazione, simile a un pozzo verticale che attraversa tutti i piani verso il basso, è visibile anche dal quarto piano, con una profondità totale di circa 80 metri. Nei vari piani si possono osservare vari fori che consentivano di comunicare rapidamente con gli abitanti degli altri piani in caso di attacco.

La presenza di un gran numero di stanze di stoccaggio in una zona così limitata suggerisce che la città potesse ospitare un notevole numero di persone, stimato dagli archeologi fino a 3500 individui.

Cattedrale di Selime

La Cattedrale di Selime è la più grande della Cappadocia. È scavata nella roccia e racconta una storia millenaria che abbraccia diversi periodi storici. Le sue origini risalgono al periodo compreso tra il III e l’VIII secolo, quando fu inizialmente costruita come monastero. La prima messa non segreta in Cappadocia fu celebrata qui. Successivamente, nel corso dell’undicesimo secolo, il monastero fu trasformato in un caravanserraglio per i commercianti che viaggiavano lungo la Via della Seta e successivamente fu adibito a base militare.

Situato all’estremo meridionale dell’incantevole Ihlara Valley, il monastero è circondato da spettacolari formazioni rocciose e dalla bellezza naturale della valle. Questo paesaggio mozzafiato contribuisce a rendere la visita al Monastero di Selime un’esperienza davvero indimenticabile!

La Cattedrale di Selime è composta da vari ambienti distribuiti su più piani, e connessi da tunnel e stretti passaggi. Si possono visitare le stalle, una grande cucina, due ampie sale, una chiesa con affreschi parzialmente conservati, e una cantina. A distanza di tanti secoli, questi ambienti ancora oggi forniscono un’idea di come fosse organizzata la vita quotidiana dei monaci. Il monastero fu abbandonato nel XVI secolo. Una curiosità: la Cattedrale di Selime ha ispirato l’ambientazione di un episodio di Guerre Stellari.

Valle di Ihlara

La Valle di Ihlara è un suggestivo canyon di circa 100 metri di profondità, scolpito migliaia di anni fa dal fiume Melendiz. L’intero percorso che attraversa la valle è lungo circa 10 Km ed è percorribile in circa 3 ore. Tuttavia, non l’ho completato tutto per mancanza di tempo. Mi sono spinta fino alla chiesa di San Giorgio. Questa esperienza è stata molto piacevole poiché mi ha consentito di immergermi nella bellezza naturale della valle, circondata da pioppi e alberi di pistacchio, mentre il rilassante suono del fiume mi ha accompagnato lungo il percorso. Poiché ho partecipato al Tour Verde in un caldo giorno di agosto, l’ombra degli alberi dava un gradevole refrigerio.

La Valle di Ihlara è anche un ricco ecosistema, popolato da una variegata fauna che include rane, farfalle, e tanti tipi di uccelli. Mentre mi addentravo nella valle, ogni tanto mi sono imbattuta in queste simpatiche istallazioni.

Durante la visita, ho esplorato la Chiesa rupestre di San Giorgio. Mamma mia, quanti gradini per arrivarvi! Tuttavia, ne è valsa assolutamente la pena. Ho ammirato un affresco molto particolare che raffigura il Sultano Mesud II che riceve in dono una vigna da parte della principessa georgiana Tamara, in onore di San Giorgio. Le depressioni visibili sul pavimento un tempo ospitavano tombe.

Questo è solo uno degli esempi delle rappresentazioni religiose e delle opere d’arte sacra che arricchiscono la Valle di Ihlara. Avrete l’imbarazzo della scelta nel vostro percorso!

Dopo una gradevole pausa pranzo in un ristorante fluviale nel villaggio di Belisirma, abbiamo fatto ritorno a Göreme.

Dopo un’ora e venti di tragitto in minibus, ci siamo fermati presso un punto panoramico spettacolare che si affaccia sulla Valle delle Colombe. Qui ho visto le tipiche formazioni rocciose che ospitano le “casette” dei piccioni. Il guano dei piccioni era un tempo venduto a peso d’oro come fertilizzante agricolo ed oggi queste formazioni rocciose sono una delle maggiori attrazioni della Cappadocia. Onestamente, di piccioni non ne avevo visto traccia nei giorni precedenti, ma presso questo punto panoramico sono stata accontentata.

Di fronte alla terrazza panoramica, si trova Göreme Oxyx, un’azienda che lavora onice, turchese e sultanite. Quest’ultima è una pietra preziosa che può essere venduta allo stato grezzo oppur lavorata in laboratorio. Nel secondo caso, cambia colore a seconda del colore della luce che la illumina. Dietro la sultanite si cela una storia d’amore. Secondo una leggenda, un sultano si era innamorato di una ragazza bellissima, ma capricciosa. Per conquistarla il sultano fece incastonare in un gioiello un raro esemplare di pietra che riusciva a cambiare colore al mutare dell’umore della giovane donna. Si sa, la donna è mobile, qual piuma al vento
Pur essendo attratta dalla sultanite, ho preferito non acquistare nessun gioiello. I prezzi erano tutt’altro che economici e non avendo la certezza di comprare pietre autentiche ho preferito non rischiare. A dirla tutta, sono rimasta un po’ delusa da questo negozio perché mi aspettavo che il personale per lo meno organizzasse un breve workshop sulla lavorazione delle pietre e dei gioielli. In realtà, ho ben presto capito che il loro unico interesse era quello di farci fare acquisti.

L’ultima sosta del tour, invece, ad un bazaar di Göreme è stata più piacevole perché mi sono divertita a curiosare fra i tanti colori e odori dei prodotti in vendita, come spezie, tè, caffè e dolciumi.

Ho comprato del tè squisito con i classici bicchierini in cui viene servito in Cappadocia. Essendo una gran bevitrice di tè temo che il mio “bottino” finirà presto. Avrò, così, un’ottima scusa per ritornare nella mia amata Cappadocia.

Consigli di viaggio

Quale città sotterranea visitare?

Kaymakli è la città sotterranea più estesa in termini di superficie, mentre Derinkuyu è la più profonda, con ben 11 livelli rispetto agli 8 di Kaymakli. Tuttavia, vi consiglio di visitare Kaymakli, poiché il percorso all’interno di Derinkuyu è lo stesso sia in entrata che in uscita. Pertanto, vi potreste trovare in situazioni di “senso unico alternato” o di attesa nei cunicoli se il flusso dei visitatori davanti a voi procede lentamente.

Se avete problemi di claustrofobia, asma o mobilità ridotta, vi sconsiglio vivamente di visitare la città sotterranea. Alcuni dei cunicoli sono piuttosto stretti e bassi, costringendovi a flettervi sulle ginocchia e piegarvi con il busto in avanti mentre li percorrete.

La visita alla Cattedrale di Selime è adatta a tutti?

Il percorso per visitare la Cattedrale di Selime risulta impegnativo e non adatto a chi ha problemi di mobilità. Il pavimento roccioso è irregolare, a tratti ripido e scivoloso, e presenta alcune scanalature troppo strette per camminarci dentro agevolmente. Anche se sono riuscita a salire fino in cima senza grossi problemi, la discesa è stata una sfida perché ho rischiato di scivolare in un paio di punti, nonostante indossassi ottime scarpe da trekking. Assicuratevi di procedere con cautela, e guardate bene dove mettete i piedi.

Cosa indossare e cosa portare con te nel Tour verde?

Durante il Tour Verde, indossate abbigliamento comodo, preferibilmente pantaloni, e scarpe da trekking. In estate, non dimenticare un cappello, la protezione solare, il repellente per le zanzare e una buona scorta d’acqua. Durante la vostra visita alla città sotterranea, assicuratevi di portare con voi un golfino o una felpa, poiché alcuni degli ambienti più profondi possono risultare piuttosto freddi.

Oltre al Tour Verde, vi sono altri tour della Cappadocia che coniugano natura e cultura?

Nel mio Tour Verde siamo partiti da Göreme ed il viaggio di ritorno dalla Valle di Ihlara è durato quasi un’ora e mezza. Se non volete percorrere tutti questi chilometri e preferite un tour più compatto, considerate l’alternativa del Tour Blu. Questo tour include ugualmente tempo per il trekking in una valle pittoresca, quella di Soğanli, nonché visite a monasteri e chiese rupestri, meno famosi della Cattedrale di Selime, ma non per questo meno belli. Per ulteriori dettagli e poter scegliere in base alle vostre preferenze, vi invito a leggere il mio articolo “Il mio Tour Blu della Cappadocia e i suoi tesori segreti“.

Buon viaggio!